Roma, 27 gennaio 2026 – Ogni anno, il 27 gennaio l’Italia, insieme a numerosi Paesi nel mondo, celebra il Giorno della Memoria, una ricorrenza civile istituita per onorare la memoria delle vittime della Shoah e delle persecuzioni nazifasciste. Questa data simbolica è stata scelta per evitare che si perda il ricordo di uno dei momenti più tragici della storia contemporanea e per riaffermare il valore universale della dignità umana.
Giorno della Memoria: la scelta del 27 gennaio e la liberazione di Auschwitz
Il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau in Polonia, rivelando al mondo l’orrore della macchina di sterminio nazista: migliaia di prigionieri ridotti allo stremo, cumuli di corpi senza vita, camere a gas e forni crematori. Questo evento segnò una svolta nella consapevolezza globale della portata sistematica e industriale dello sterminio ebraico.
Storici contemporanei preferiscono parlare di “scoperta” o “apertura” del campo piuttosto che di “liberazione” poiché l’obiettivo principale delle forze alleate era la sconfitta del Terzo Reich e non la liberazione mirata dei campi. Tuttavia, la data rimane il riferimento ufficiale internazionale per commemorare la tragedia della Shoah, come sancito dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005.
La Shoah: genocidio e persecuzioni
Il termine Shoah, che in ebraico significa “catastrofe” o “distruzione”, è preferito da storici e comunità ebraica per descrivere il genocidio pianificato e attuato dalla Germania nazista, che portò all’uccisione di circa sei milioni di ebrei europei. Oltre agli ebrei, furono perseguitati e sterminati anche oppositori politici, rom e sinti, persone con disabilità, omosessuali e testimoni di Geova.
In Italia, la persecuzione iniziò con le leggi razziali del 1938, introdotte dal regime fascista, che escludevano gli ebrei dalla vita pubblica e culminarono nelle deportazioni dopo l’occupazione tedesca del 1943.
Il Giorno della Memoria in Italia e nel mondo
In Italia, il Giorno della Memoria fu istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000, anticipando la risoluzione ONU. La legge italiana riconosce l’importanza di ricordare non solo le vittime, ma anche coloro che, a rischio della propria vita, salvarono perseguitati ebrei e deportati politici e militari.
Nel corso degli anni, la commemorazione si è arricchita di iniziative culturali, didattiche e istituzionali, soprattutto nelle scuole, per mantenere viva la memoria e contrastare il negazionismo. A tal proposito, un recente sondaggio Ipsos del 2023 conferma che, sebbene la maggioranza degli italiani conosca e ricordi la Shoah, esiste ancora una quota minoritaria che manifesta scetticismo o ignoranza sui fatti storici.






