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Genova approva forno elettrico per ex Ilva. Urso: “Decisione unitaria sul futuro”

La proposta mira a innovare il processo produttivo, puntando su tecnologie più sostenibili rispetto ai metodi tradizionali

by Alessandro Bolzani
2 Settembre 2025
Urso sui dazi

Urso sui dazi | alanews

Genova, 2 settembre 2025 – Al termine di una giornata di confronto serrato, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato il via libera unitario da parte di Genova alla possibilità di installare un forno elettrico nell’acciaieria ex Ilva di Cornigliano. La dichiarazione è stata rilasciata al termine di una serie di incontri presso la prefettura di Genova, che hanno coinvolto enti locali, sindacati, imprese e comitati cittadini.

L’incontro in prefettura e il consenso unanime

La riunione, convocata per discutere il futuro industriale e ambientale dell’area ex Ilva, ha visto un confronto approfondito tra le parti interessate. Secondo Urso, la città ha espresso un consenso unitario sulla proposta del forno elettrico, un progetto che si inserisce nel più ampio piano di riconversione e rilancio dell’acciaieria, storicamente rilevante per il tessuto economico genovese. La proposta mira a innovare il processo produttivo, puntando su tecnologie più sostenibili rispetto ai metodi tradizionali, in linea con le attuali politiche industriali e ambientali.

Urso: “Registrato un ampio consenso per il rilancio della siderurgia”

“Nel confronto trasparente e responsabile con la città, la Regione, le rappresentanze sindacali e le categorie economiche – ha spiegato Urso – abbiamo registrato un ampio consenso per il rilancio della siderurgia a Cornigliano e negli stabilimenti collegati di Novi Ligure e Racconigi, attraverso l’utilizzo di un forno elettrico, come previsto dal nostro piano di piena decarbonizzazione”.

Il ministro ha precisato che il progetto prevede anche la possibilità di realizzare un ulteriore forno elettrico a Genova, nell’area nord, se emergerà l’interesse da parte del player industriale che rileverà il sito. Il piano nazionale, comunque, fissa a Taranto il limite massimo di tre forni elettrici, per una capacità complessiva di sei milioni di tonnellate annue, come stabilito dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia).

La cessione dell’ex Ilva ai privati

Urso ha anche fatto il punto sul percorso di cessione dell’ex Ilva a nuovi investitori privati. “Se tutto andrà come speriamo, e molto dipenderà dalle scelte del Comune di Taranto, gli impianti potranno essere assegnati nella prima parte del prossimo anno”, ha dichiarato.

Le manifestazioni di interesse dovranno arrivare entro il 15 settembre, mentre la seconda fase di negoziati con i commissari dovrebbe concludersi entro novembre. Successivamente partiranno le procedure per l’antitrust europeo e per l’applicazione del golden power nazionale, che richiederanno almeno tre mesi. Solo a quel punto sarà possibile firmare gli accordi di programma tra investitori, enti locali e sindacati.

Le reazioni a Genova

La prospettiva del forno elettrico è stata accolta positivamente dal territorio. Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, ha parlato di “grande opportunità di sviluppo e di lavoro per la città, non solo per il rilancio della produzione siderurgica, ma anche per l’indotto e le prospettive di innovazione e sostenibilità che può generare”. Piciocchi ha chiesto inoltre che l’arrivo dell’impianto sia accompagnato da risorse dedicate alla rigenerazione urbana di Cornigliano, per trasformare il quartiere in un simbolo di rinascita.

Apprezzamento per il progetto è stato espresso anche dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha confermato la posizione favorevole dell’amministrazione comunale.

Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha sottolineato come vi sia “un sostanziale consenso da parte di Comune e Regione per andare avanti con l’impianto a Cornigliano, finalizzato alla produzione di latta e zincato”. Bucci ha quantificato l’investimento in circa 1,3 miliardi di euro, con la creazione di centinaia di posti di lavoro e la liberazione di 300 mila metri quadrati di aree, destinabili ad altre attività industriali.

“Questo consenso – ha concluso Bucci – dimostra che Genova punta a essere uno dei player principali per l’industrializzazione e per il futuro dell’acciaio in Italia”.

Tags: Adolfo Urso

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