Milano, 16 febbraio 2026 – Andrea Sempio, indagato nell’ambito del caso di omicidio di Chiara Poggi, ha risposto alle domande del Tg1 riguardo al cosiddetto “video intimo” che alcuni hanno ipotizzato potesse esistere tra la vittima e il suo ex fidanzato Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. “Il video? Non l’ho mai visto, né tantomeno i miei amici”, ha dichiarato con fermezza Sempio, sottolineando la propria innocenza e confermando che, a suo parere, anche la famiglia Poggi non nutre dubbi sul suo conto.
Il delitto di Garlasco
Il delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia di Chiara Poggi a Garlasco (Pavia), ha rappresentato uno dei casi di cronaca più discussi e controversi degli ultimi anni in Italia. La giovane, colpita con un oggetto contundente mai identificato, fu trovata senza vita dal fidanzato Alberto Stasi, che si trovava a terminare la tesi di laurea. Nonostante la sentenza definitiva di condanna a 16 anni di reclusione per Stasi, la vicenda ha continuato a suscitare attenzione per via di diverse criticità emerse nelle indagini, come la gestione della scena del crimine e le incongruenze sull’orario del delitto, stimato tra le 9:12 e le 9:35 del mattino.
Le indagini, inizialmente basate su perizie scientifiche innovative, sono state anche oggetto di critiche riguardo alla raccolta delle prove, con errori procedurali che hanno contribuito a mantenere aperti dubbi e contestazioni. In particolare, la gestione delle scarpe di Stasi, le tracce di sangue e le biciclette coinvolte nel caso sono elementi che hanno alimentato un acceso dibattito giuridico e mediatico.
Andrea Sempio: la posizione dell’indagato
Andrea Sempio, coinvolto nelle indagini, ha ribadito di sentirsi tranquillo nonostante la situazione giudiziaria complessa. “Le verifiche finora effettuate confermano la mia versione”, ha affermato, pur riconoscendo che una possibile richiesta di rinvio a giudizio è stata messa in conto. Ha voluto precisare inoltre che una richiesta di rinvio non garantisce automaticamente l’apertura di un processo. La vicenda rimane quindi in evoluzione, con nuove valutazioni e approfondimenti da parte della magistratura che continuano a mantenere alta l’attenzione sul caso.





