Milano, 19 gennaio 2026 – In merito alle recenti notizie riportate dalla difesa della famiglia Poggi riguardanti presunte nuove scoperte informatiche sul computer di Alberto Stasi, gli avvocati di quest’ultimo hanno rilasciato una nota ufficiale per chiarire la posizione del loro assistito.
Difesa Stasi: “Presunto dato su accesso ai file non confermato e irrilevante”
Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis hanno precisato che il dato relativo all’accesso, attribuito a Chiara Poggi, alla cartella denominata “Militare” alle ore 22:00:00 la sera prima del delitto, è da considerare con estrema cautela. Questo elemento, oltre a non essere confermato dalle prime verifiche, è giudicato totalmente irrilevante in relazione al rapporto tra Alberto Stasi e Chiara Poggi, ormai noto a tutti. I consulenti tecnici di parte che hanno fornito l’informazione alla stampa sono stati invitati a considerare la delicatezza della questione.

L’approfondimento delle analisi tecniche è ancora in corso grazie all’incarico affidato a un consulente informatico di parte, che sta esaminando in particolare l’accesso al file della tesi di laurea, ipotizzato tra le 22:09 e le 22:14 del 12 agosto 2007. Dai primi risultati emerge che il dato fornito dalla difesa Poggi non ha riscontri, come già confermato da una perizia precedente.
I legali di Stasi chiedono estensione delle indagini forensi
La difesa di Stasi ha annunciato l’intenzione di estendere l’analisi forense anche al computer di Chiara Poggi, ritenuto oggi più rilevante per le indagini in corso, in particolare alla luce delle nuove piste investigative che coinvolgono Andrea Sempio. Gli avvocati sottolineano che il computer di Alberto Stasi non potrà essere oggetto di ulteriori processi, essendo già stato oggetto di numerose consulenze e due perizie, tutte documentate negli atti giudiziari.
Contesto storico e aggiornamenti sul delitto di Garlasco
Il caso riguarda l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco (Pavia). Chiara, 26 anni, fu trovata senza vita dal fidanzato Alberto Stasi, allora studente universitario. L’ora del delitto è stata oggetto di ampio dibattito, con la morte collocata tra le 9:12 e le 9:35 del mattino, in contrasto con l’alibi di Stasi, che dichiarava di lavorare alla tesi di laurea sul suo computer.
Stasi fu condannato definitivamente a 16 anni di reclusione dalla Corte Suprema di Cassazione nel 2015, dopo un iter giudiziario complesso che ha visto assoluzioni e nuovi processi. Il caso ha avuto grande risonanza mediatica e scientifica, con indagini basate su numerose perizie e analisi tecniche.
Nuove indagini e controversie giudiziarie
Negli ultimi anni, sono state riaperte indagini con nuovi approfondimenti, anche grazie a perizie su elementi come le biciclette e i pedali trovati sulla scena del crimine, nonché sul materiale informatico. Parallelamente, Alberto Stasi ha avviato un procedimento per diffamazione contro la criminologa Anna Vagli, che nel 2022 aveva pubblicato un articolo sostenendo la sua colpevolezza “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Il processo per diffamazione è previsto per marzo 2026.
Il caso di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica, con sviluppi che coinvolgono aspetti tecnici e legali sempre più complessi.






