Roma, 30 gennaio 2026 – Il Garante per la protezione dei dati personali torna a intervenire con fermezza sulla copertura mediatica della vicenda di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco nel 2007. L’Autorità ribadisce la necessità di un’informazione rispettosa della dignità delle persone coinvolte, richiamando media e siti web al rigoroso rispetto della normativa sulla privacy e delle regole deontologiche giornalistiche.
Il richiamo del Garante alla responsabilità dei media
Il Garante Privacy monitora da tempo l’evolversi della vicenda giudiziaria e ha già adottato provvedimenti specifici, tra cui l’ordinanza del 11 luglio 2025 che ha vietato la diffusione di immagini relative all’esame autoptico di Chiara Poggi. Tale provvedimento mira a evitare la diffusione illecita di dati personali che ledono la dignità della vittima e dei suoi familiari. L’Autorità ha evidenziato come l’aumento del livello di dettaglio nei servizi giornalistici rischi di degenerare in una spettacolarizzazione morbosa della cronaca, violando il principio di essenzialità dell’informazione.
Il Garante ha inoltre ricordato che il rispetto della persona e della sua dignità rappresenta un limite invalicabile dell’attività informativa. Questo rispetto deve essere garantito non solo alla vittima, ma anche ai familiari e agli indagati, evitando un’esposizione indebita dei dati personali che può causare ulteriori sofferenze e violazioni dei diritti.
Divieto di diffusione e sanzioni
Nel provvedimento dell’estate 2025, il Garante ha ordinato al titolare di un noto blog la sospensione immediata della vendita e diffusione delle immagini dell’autopsia di Chiara Poggi. L’Autorità ha inoltre rivolto un avvertimento a tutti gli organi di informazione, sottolineando che ogni ulteriore diffusione di tale materiale costituisce una violazione grave del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) e del Codice italiano in materia di privacy, con conseguenze sanzionatorie anche di natura penale.
Il Garante ha infine sottolineato che la libertà di manifestazione del pensiero non può mai prescindere dal rispetto della dignità umana, anche post mortem, e dalla protezione della sfera familiare. L’invito è a limitare la narrazione mediatica ai soli profili di stretta essenzialità, evitando accanimenti e dettagli superflui che non contribuiscono a un’informazione corretta e rispettosa.
L’attenzione dell’Autorità rimane alta e ulteriori interventi saranno adottati qualora si riscontrassero nuove violazioni, nel quadro di un impegno costante a tutelare la dignità delle persone coinvolte in vicende di cronaca delicata come quella di Garlasco.
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