Palermo, 24 febbraio 2026 – La Procura Europea (Eppo) ha avanzato una richiesta di arresto nei confronti di 16 persone tra docenti universitari, ricercatori, insegnanti, nonché manager e dipendenti di società informatiche, coinvolti in un’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta sui fondi Ue. Le indagini, coordinate dai sostituti procuratori Gery Ferrara e Amelia Luise, riguardano episodi avvenuti principalmente in Sicilia e Campania.
L’inchiesta sui fondi Ue
Secondo quanto emerso, i docenti indagati avrebbero favorito, all’interno degli enti presso cui operano, l’affidamento di forniture di beni e servizi a specifiche società informatiche. In cambio, avrebbero ricevuto un “tesoretto” utilizzato per acquisti personali, tra cui cellulari, smart TV e computer, destinati anche a familiari e conoscenti. Il sistema illecito coinvolgeva anche la manipolazione delle procedure di gara, con preventivi confezionati ad hoc per escludere altre aziende, danneggiando la libera concorrenza.
Coinvolgimento di una preside antimafia e altre figure
Tra gli arrestati vi è una nota preside di Palermo, insignita del titolo di cavaliere della Repubblica e impegnata in passato in attività antimafia. Secondo gli accertamenti, la dirigente scolastica avrebbe sottratto risorse destinate alla mensa scolastica e materiale informatico acquistato con fondi europei, in particolare provenienti da progetti PON, “Stem”, “Edu Green” e il decreto “Sostegni Bis”. L’indagine ha portato all’arresto anche del vicepreside e di un dipendente di un negozio che avrebbe fornito tablet e cellulari in cambio dell’affidamento esclusivo di forniture alla scuola.
I magistrati della Procura Europea, tra cui il sostituto procuratore Gery Ferrara, noto per il suo impegno contro i reati ambientali e il traffico di stupefacenti, coordinano le attività investigative volte a contrastare le infiltrazioni corruttive nei finanziamenti pubblici, con particolare attenzione all’utilizzo improprio dei fondi europei destinati all’istruzione e alla ricerca.






