Taranto, 9 febbraio 2026 – Dopo oltre un anno di fermo, si avvicina la ripartenza dell’Altoforno 2 nello stabilimento dell’ex Ilva di Taranto, oggi parte integrante di Acciaierie d’Italia. L’azienda ha comunicato ai sindacati che da domani inizieranno le fasi di settaggio degli impianti, attività che durerà circa 7-10 giorni, per poi procedere al caricamento e all’avviamento previsto intorno al 20 febbraio. Attualmente è operativo solo l’altoforno 4, mentre l’altoforno 1 resta sotto sequestro senza facoltà d’uso, in seguito a un provvedimento della procura di Taranto emesso il 7 maggio dello scorso anno a seguito dello scoppio di una tubiera.
Visita dei consulenti del fondo Flacks Group
Nelle giornate di oggi e domani è in programma una visita tecnica allo stabilimento di Taranto da parte di consulenti del fondo statunitense Flacks Group, impegnati in verifiche approfondite sugli impianti. Il fondo americano è attualmente in trattativa esclusiva con le gestioni commissariali di Ilva e Acciaierie d’Italia per l’acquisizione dell’intero perimetro industriale. L’offerta di Flacks, ritenuta la più conveniente dai commissari e dagli organismi di controllo, ha ottenuto il via libera del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha autorizzato l’avvio di una trattativa in esclusiva.
La delegazione tecnica, composta esclusivamente da profili specializzati, arriva dopo sopralluoghi effettuati negli stabilimenti di Genova e Novi Ligure. La visita coincide con una fase cruciale del confronto sul futuro assetto industriale del gruppo siderurgico, nel quale si sta valutando anche l’ipotesi di coinvolgere ulteriori partner a supporto del fondo americano.
Il governo sonda il coinvolgimento degli acciaieri italiani
Parallelamente, il governo ha avviato un dialogo con i principali gruppi siderurgici italiani, convocando un vertice straordinario di Federacciai cui hanno partecipato realtà come Acciaierie Venete, Feralpi, Marcegaglia, Danieli e altri. L’obiettivo è costruire una cordata industriale che affianchi il fondo Flacks nell’acquisizione e rilancio dell’ex Ilva, considerando che nessun gruppo può sostenere da solo l’operazione.
Nonostante la disponibilità del fondo americano a coinvolgere partner industriali, permangono diverse incognite, in particolare sul ruolo e sulla quota che lo Stato italiano manterrebbe nel capitale, tema su cui si attendono chiarimenti. I sindacati hanno espresso la necessità di un ruolo centrale dello Stato nell’operazione, vista la rilevanza occupazionale e strategica dell’acciaieria, che conta circa 8.500 addetti diretti e una produzione che il piano industriale di Flacks punta a raddoppiare con investimenti fino a 5 miliardi di euro.
Nel frattempo, la situazione produttiva resta critica: l’altoforno 1 è ancora fermo su ordine della procura e la capacità produttiva complessiva dello stabilimento è ridotta. I sindacati manifestano preoccupazione per l’occupazione e chiedono garanzie concrete sul futuro industriale e ambientale dello storico polo siderurgico pugliese.



