Taranto, 19 gennaio 2026 – Proseguono le indagini sulla tragica morte di Claudio Salamida, operaio di 46 anni precipitato il 12 gennaio scorso nell’acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto. È in corso presso l’ospedale Santissima Annunziata l’autopsia sul suo corpo, affidata dal pubblico ministero Mariano Buccoliero al medico legale Liliano Innamorato, che avrà 60 giorni per depositare l’esito dell’esame.
L’incidente in cui è morto Claudio Salamida
Claudio Salamida, originario di Alberobello e residente a Putignano, si trovava al quinto piano del convertitore 3 quando, durante la chiusura di una valvola di ossigeno, le pedane in legno posizionate al posto del pavimento grigliato si sono aperte, causando la caduta dell’operaio di circa sette metri sul piano sottostante. Le lesioni riportate, in particolare alla testa, sono risultate fatali. Sul luogo dell’incidente è stato posto sotto sequestro probatorio l’area interessata, mentre l’acciaieria 2 continua a operare utilizzando un altro convertitore, il numero 1.
Sono 17 gli indagati nell’inchiesta per cooperazione in omicidio colposo, tra cui il direttore generale di Acciaierie d’Italia, Maurizio Saitta, il direttore dello stabilimento Benedetto Valli, e vari responsabili di manutenzione e capi area. Tutti hanno nominato propri consulenti tecnici per la difesa. Al medico legale è stato chiesto di accertare le cause del decesso, la compatibilità delle lesioni con la caduta e di ricostruire la dinamica dell’evento.
Reazioni e richieste di sicurezza
L’incidente ha suscitato profondo cordoglio e preoccupazione. Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 24 ore in tutti i siti del gruppo, esprimendo solidarietà alla famiglia di Salamida, che lascia la moglie e un figlio di tre anni. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha chiesto un piano straordinario di manutenzione e risanamento degli impianti per garantire la sicurezza dei lavoratori e ha sottolineato l’urgenza di un percorso di decarbonizzazione dell’acciaieria.
Anche il presidente del Consiglio comunale di Taranto, Gianni Liviano, ha espresso il cordoglio dell’assemblea cittadina, rimarcando che “il lavoro non può e non deve mai diventare causa di morte”. Il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha definito la tragedia “un’ulteriore perdita insopportabile di vite umane” e ha chiesto che si faccia piena luce sulle responsabilità. Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, ha denunciato il malfunzionamento del sistema di sicurezza e prevenzione nonostante i continui controlli.
Per approfondire: Ex Ilva, 17 indagati per la morte di Salamida






