Roma, 5 aprile 2026 – Nessun finanziamento pubblico dal Ministero della Cultura (Mic) per il documentario dedicato a Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. A renderlo noto è l’edizione odierna del quotidiano La Repubblica, che riporta la denuncia di Domenico Procacci, produttore del documentario e fondatore della casa di produzione Fandango, il quale parla di “una scelta politica” da parte della commissione del Mic.
La decisione del Ministero della Cultura
Il documentario intitolato Giulio Regeni, tutto il male del mondo, diretto da Simone Manetti e vincitore del Nastro della Legalità 2026, è stato escluso dall’assegnazione di contributi selettivi per le opere cinematografiche e documentaristiche. In totale, la commissione del Mic ha distribuito 14 milioni di euro a vari progetti, tra cui un documentario su Capri e opere dedicate a figure come Gigi D’Alessio e Gabriele D’Annunzio. Tuttavia, il progetto su Regeni non ha ricevuto alcun finanziamento, nonostante il suo riconosciuto valore artistico e culturale.
Procacci ha commentato con amarezza: “Bocciare un progetto del genere non puoi vederla come una scelta artistica. È una scelta soltanto politica”, sottolineando che la storia di Giulio Regeni dovrebbe suscitare indignazione e una profonda ricerca di verità e giustizia in tutto il paese.
La diffusione del documentario e le iniziative di sensibilizzazione
Il docufilm è già stato distribuito e ha ricevuto l’adesione di ben settantasei università italiane, che lo stanno proiettando nei propri atenei grazie all’iniziativa promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. Inoltre, è prevista una proiezione del documentario anche al Parlamento europeo il prossimo 5 maggio.
Procacci si mostra fiducioso sul futuro del lavoro: “Sono sicuro che il pubblico premierà ancora questo lavoro. Sarà visto e continuerà a essere visto”, evidenziando come il documentario continui a rappresentare un contributo importante nella memoria collettiva e nella lotta per la verità sulla tragica vicenda di Regeni.
Il caso Regeni rimane un tema centrale nel dibattito pubblico e culturale italiano, con un impegno costante di enti locali, università e associazioni per mantenere viva la richiesta di giustizia e trasparenza.






