Prosegue l’attività eruttiva dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, con una colata lavica ancora alimentata che si estende nella Valle del Bove. Le ultime rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo, confermano che il fronte avanzato della colata ha raggiunto una quota di circa 1.420 metri sul livello del mare, a est del rilievo di Rocca Musarra, con un’estensione massima del campo lavico stimata intorno ai 2,8 chilometri.
Etna: attività eruttiva e condizioni meteorologiche
Durante le prime ore del mattino sono state osservate, tramite telecamere di sorveglianza, deboli attività stromboliane nel cratere Voragine, accompagnate da blande emissioni di cenere che si disperdevano rapidamente nell’area sommitale. Tuttavia, le condizioni meteorologiche avverse stanno attualmente limitando la visibilità dell’area più alta del vulcano, complicando il monitoraggio diretto degli eventi in corso.
Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico si mantiene su valori medi, con il centroide delle sorgenti localizzato in prossimità del cratere Voragine, tra i 2.800 e i 3.000 metri di quota. L’attività infrasonica è bassa sia in termini di frequenza che di energia degli eventi, che si concentrano principalmente nella stessa area. Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non segnalano variazioni significative, indicando stabilità nella struttura del vulcano.
Impatto sull’area e allerta in vigore
La colata si sviluppa in una zona desertica e lontana dai centri abitati, pertanto non rappresenta al momento una minaccia diretta alla popolazione. L’allerta vulcanica per l’aviazione civile, il cosiddetto Vona, resta di colore arancione, il terzo livello su una scala di quattro, senza influire sull’operatività dell’Aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.
L’Etna, con i suoi 3.403 metri di altezza e una storia eruttiva millenaria, continua a rappresentare un fenomeno naturale di grande interesse scientifico e paesaggistico, inserito nel patrimonio dell’umanità UNESCO dal 2013. La vigilanza costante da parte dell’INGV e delle autorità locali garantisce un monitoraggio puntuale e tempestivo di ogni evoluzione dell’attività vulcanica.


