Roma, 30 marzo 2026 – L’Associazione Differenza Donna APS ha presentato un esposto formale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, sollecitando l’avvio di un’indagine approfondita in relazione ai cosiddetti Epstein Files e ai loro possibili collegamenti con il territorio italiano e cittadini italiani. La richiesta si concentra sull’accertamento di eventuali reati transnazionali di tratta, violenze sessuali e sfruttamento sessuale di donne, ragazze e minori, evidenziati dai documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Le richieste precise all’autorità giudiziaria
Nel dettaglio, l’esposto redatto dalle avvocate Maria Teresa Manente e Ilaria Boiano, responsabili dell’Ufficio Legale di Differenza Donna, chiede alla Procura di Roma di attivare una serie di verifiche investigative. Tra queste, la richiesta di una rogatoria internazionale tramite il Department of Justice (DOJ) degli Stati Uniti per ottenere i file non censurati relativi a soggetti italiani implicati. Inoltre si richiede di disporre accertamenti sui flussi finanziari tra Jeffrey Epstein e persone italiane, avvalendosi anche della collaborazione con la Unità di Informazione Finanziaria e la Guardia di Finanza.
L’esposto sollecita anche di verificare la posizione delle società Harbour Avenue e Harbour V, con sede a Londra e riconducibili a italiani, per ipotesi di riciclaggio. Un altro punto cruciale riguarda l’identificazione e l’ascolto di eventuali vittime italiane o residenti in Italia coinvolte nella rete di sfruttamento. Infine, si chiede un coordinamento investigativo con le autorità giudiziarie britanniche, che stanno già indagando sulla dimensione europea della rete criminale.
Un contesto internazionale di indagini e nuove emergenze
L’azione dell’Associazione si inserisce in un contesto internazionale di crescente attenzione verso la rete criminale emersa dagli Epstein Files. Come sottolineato dall’avvocata Teresa Manente, negli altri Paesi europei sono già in corso indagini ufficiali: in Francia la Procura di Parigi ha avviato verifiche su possibili profili di tratta e sfruttamento; in Polonia la Procura nazionale ha aperto un’indagine sulle reti di traffico di esseri umani; in Norvegia, addirittura, l’autorità investigativa Kokrim ha aperto un fascicolo basandosi esclusivamente sui file del DOJ, considerandoli una fonte sufficiente per procedere.
Differenza Donna sottolinea come l’Italia non possa restare passiva di fronte a elementi documentali pubblici che coinvolgono direttamente il Paese. La presidente Elisa Ercoli ricorda che «la parola delle donne ha aperto questa frattura, ora non è possibile che le istituzioni italiane ignorino la dimensione necessaria e urgente di un accertamento approfondito».
L’avvocata Ilaria Boiano aggiunge che non si tratta di episodi isolati, bensì di un possibile sistema sociale e politico che si nutre di «cultura dello stupro, sopraffazione e disumanizzazione», con una pericolosa normalizzazione della violenza. «Il corpo delle donne e delle bambine – conclude Ercoli – continua a essere uno dei luoghi privilegiati per esercitare dominio, profitto e controllo, spesso occultando la violenza all’interno di sistemi economici e relazionali».
Epstein Files: la portata e la complessità dell’inchiesta
Gli Epstein Files sono un archivio di oltre 6 milioni di pagine di documenti, immagini, email e video raccolti nel corso di indagini giudiziarie internazionali su Jeffrey Epstein e la sua rete criminale. Questi fascicoli, custoditi dall’FBI e pubblicati in diverse tranche dal 2024 al 2026, contengono riferimenti a numerosi personaggi pubblici di rilievo mondiale, inclusi politici, celebrità e imprenditori.
Dal dicembre 2025, con l’entrata in vigore dell’Epstein Files Transparency Act, il Dipartimento di Giustizia statunitense ha reso disponibili milioni di pagine di documenti al pubblico, anche se non senza polemiche su possibili omissioni o ritardi nella pubblicazione di materiale rilevante. Tra i nomi che emergono ci sono anche quelli di importanti figure italiane, con riferimenti a località come Capri, la Costiera Amalfitana, la Costa Smeralda, Milano e Roma, che evidenziano una presenza significativa del nostro Paese nella rete di Epstein.
La mobilitazione di Differenza Donna si colloca quindi non solo in una prospettiva nazionale, ma anche come parte di un più ampio movimento internazionale che chiede trasparenza, giustizia e tutela delle vittime coinvolte in questa vasta rete di abusi e sfruttamento.
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