Genova, 1 febbraio 2026 – Si è spento nella notte Gilberto Salmoni, ultimo testimone genovese della Shoah e sopravvissuto ai lager nazisti. Nato il 15 giugno 1928 a Genova, Salmoni è stato un simbolo della memoria storica, dedicando la sua vita alla testimonianza diretta delle atrocità vissute durante la deportazione.
Gilberto Salmoni, una vita segnata dalla Shoah
Nel 1944, all’età di soli 15 anni, Gilberto Salmoni venne arrestato insieme alla sua famiglia mentre tentava di raggiungere la Svizzera. Dopo essere stato internato nel campo di transito di Fossoli, fu deportato al campo di concentramento di Buchenwald. Lì gli venne cucito addosso il triangolo rosso dei prigionieri politici con il numero 44753. Durante la prigionia perse i genitori e la sorella, uccisi ad Auschwitz, mentre lui riuscì a sopravvivere alle condizioni disumane del campo fino alla liberazione nel 1945. Tornato a Genova, Salmoni ha dedicato la sua vita a mantenere viva la memoria della Shoah, lavorando come ingegnere e poi psicologo, e assumendo il ruolo di presidente ligure dell’Associazione nazionale ex deportati politici e razziali nei campi nazisti (ANED).
Un impegno per la memoria e la riflessione sull’odio
Solo una settimana fa, in occasione del Giorno della Memoria, Gilberto Salmoni aveva ricevuto dalla sindaca Silvia Salis il “Grifo di Genova”, la massima onorificenza cittadina, riconoscimento che sottolinea non solo il valore personale di Salmoni ma l’importanza della testimonianza storica nella lotta contro l’odio e l’indifferenza. “Ricordiamo un passato molto oscuro”, aveva detto nel suo ultimo discorso pubblico, sottolineando come la memoria non sia solo un ricordo del passato ma un impegno quotidiano per contrastare discriminazioni e intolleranze.
La sindaca Salis aveva ricordato come “la memoria ci dia gli anticorpi contro ogni tipo di fascismo” e ribadito l’importanza di continuare a riconoscere e combattere le nuove forme di odio e autoritarismo, affinché tragedie come la Shoah non si ripetano mai più.
Gilberto Salmoni lascia un’eredità preziosa per Genova e per tutta l’Italia, come testimone diretto di uno dei capitoli più tragici della storia europea e come voce attiva nel richiamo alla responsabilità civile e alla difesa della dignità umana.






