Roma, 13 marzo 2026 – Nel primo trimestre del 2026 si registra un aumento delle donazioni di organi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante le preoccupazioni suscitate dalla recente vicenda del piccolo Domenico. A rendere noti i dati è il Centro Nazionale Trapianti (CNT), che evidenzia un trend positivo sia nelle donazioni che nei trapianti effettuati.
Incremento delle donazioni e dei trapianti di organi nel 2026
Secondo il direttore del CNT, Giuseppe Feltrin, dal 1° gennaio all’8 marzo 2026 si sono contate 340 donazioni, contro le 316 dello stesso periodo del 2025. Parallelamente, il numero di trapianti è salito da 764 a 837. Un dato significativo riguarda anche il tasso di opposizione alle donazioni nelle rianimazioni, che è sceso dal 27,7% al 26,9%. Questi numeri indicano una maggiore disponibilità alla donazione e una rete trapiantologica sempre più efficiente.
La nomina di Feltrin a direttore generale del CNT, avvenuta recentemente, ha suscitato ottimismo nel settore. Feltrin, cardiochirurgo di rilievo e coordinatore trapianti per la Regione Veneto, ha già dimostrato capacità gestionali eccellenti, come testimoniato dai risultati record ottenuti nel Veneto nel 2023, anno in cui si sono raggiunti 960 trapianti totali con una crescita significativa rispetto all’anno precedente.
La rete trapiantologica italiana e la sfida della donazione
Il 2023 è stato un anno di risultati eccezionali per la rete trapiantologica italiana, con numeri record sia nelle donazioni che nei trapianti, un andamento che si sta consolidando anche nel 2026. La gestione delle donazioni a cuore fermo, che rappresentano circa il 20% del totale, ha contribuito in maniera rilevante al successo complessivo del sistema trapiantologico nazionale.
Le preoccupazioni iniziali per un possibile calo delle donazioni dopo la vicenda di Domenico si sono quindi rivelate infondate, confermando la solidità e la resilienza della rete italiana. La discesa del tasso di opposizione e l’aumento delle donazioni testimoniano una crescente sensibilità sociale verso la donazione d’organi, elemento cruciale per salvare vite umane e assicurare la continuità dell’attività trapiantologica in Italia.





