Sydney, 24 gennaio 2026 – Un ragazzo di 12 anni è deceduto a seguito di un attacco di squalo nel porto di Sydney, una tragedia che ha scosso la comunità locale e riacceso l’allarme per la sicurezza sulle coste australiane. Nico Antic, il giovane coinvolto nell’incidente, era stato ricoverato in condizioni critiche dopo essere stato morso alle gambe mentre si tuffava con gli amici da una roccia nella baia di Vaucluse, est di Sydney.
Squalo, attacco fatale nel porto di Sydney, la comunità sotto shock
L’attacco dello squalo è avvenuto domenica scorsa, quando Nico Antic, membro del North Bondi Surf Life Saving Club, stava nuotando vicino a Shark Beach, fuori dalla rete di protezione. Nonostante l’intervento tempestivo dei suoi amici e dei soccorritori, che hanno applicato un tourniquet e lo hanno trasportato d’urgenza al Sydney Children’s Hospital di Randwick, il ragazzo è morto a causa delle gravi ferite riportate. I genitori hanno diffuso un commovente messaggio: “Nico era un ragazzo felice, sportivo e generoso, sempre pieno di vita. Lo ricorderemo con amore“.
Negli ultimi mesi, Sydney ha registrato una serie di attacchi di squali, inclusi altri tre episodi mortali nella regione da settembre, e ulteriori tentativi di aggressione senza vittime. Le autorità locali hanno intensificato le misure di vigilanza, impiegando droni, pattugliamenti e SMART drumlines, e hanno temporaneamente chiuso alcune spiagge per garantire la sicurezza dei bagnanti.
Un contesto globale di attacchi di squali: il caso del diplomatico italiano in Egitto
Una fattispecie simile alla tragedia australiana, un altro grave episodio di attacco da parte di uno squalo ha coinvolto un italiano: Gianluca Di Gioia, diplomatico europeo di 48 anni, è stato ucciso da uno squalo mentre faceva snorkeling a Marsa Alam, Egitto, a circa 50 metri dalla riva. L’attacco, probabilmente operato da uno squalo tigre o da un mako, ha portato le autorità egiziane ad aprire un’inchiesta e a sospendere temporaneamente l’accesso alla zona.
La famiglia di Di Gioia, assistita dall’ambasciata italiana e dalla Farnesina, ha ricevuto assistenza dopo l’incidente che ha riacceso i riflettori sui rischi di predatori marini in località turistiche frequentate. Questa serie di eventi sottolinea la necessità di una maggiore attenzione e di strategie efficaci per prevenire simili tragedie in tutto il mondo.
Gli episodi recenti hanno provocato una forte preoccupazione tra le comunità costiere e tra i turisti, mettendo in evidenza la complessità dei rapporti tra uomo e ambiente marino nelle aree più frequentate e vulnerabili.




