Cagliari, 6 marzo 2026 – Un episodio di violenza ha scosso oggi il campionato giovanile di calcio nel sud della Sardegna, coinvolgendo un’arbitra minorenne e un dirigente di squadra. Durante una partita tra due formazioni di ragazzi di sedici e diciassette anni, un dirigente, che svolgeva anche il ruolo di assistente di parte, ha aggredito l’arbitro donna di 17 anni, provocando conseguenze gravi.
L’aggressione in campo all’arbitro
La gara si svolgeva regolarmente fino al quarto minuto del secondo tempo, quando il dirigente ha protestato animatamente per una decisione arbitrale relativa a una rimessa laterale non concessa alla sua squadra. L’arbitro, esercitando le sue funzioni secondo il regolamento, ha ammonito il dirigente per il comportamento eccessivamente difensivo nei confronti della propria squadra. La situazione è degenerata rapidamente: il dirigente ha prima insultato l’arbitro e, in risposta al cartellino rosso ricevuto, ha reagito con due schiaffi al volto della giovane arbitra, seguiti da un pugno che le ha causato lesioni personali certificate da un referto medico con prognosi di quarantacinque giorni.
L’arbitro, visibilmente scossa e delusa, ha interrotto la partita. L’episodio è stato oggetto del dispositivo del giudice sportivo, che ha preso provvedimenti severi.
Sanzioni e conseguenze disciplinari
Il giudice sportivo ha disposto per il dirigente responsabile dell’aggressione un’inibizione a svolgere ogni attività in ambito FIGC per la durata di cinque anni, tenendo conto della qualifica e del genere della vittima, nonché del contesto formativo dell’incontro. Inoltre, è stata stabilita la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC, il pagamento di un’ammenda di 1.000 euro, da versare in solido con la società di appartenenza, la perdita della gara con il punteggio di 3-0 a favore della squadra avversaria e una penalizzazione di due punti in classifica per la squadra coinvolta.
L’episodio ha evidenziato ancora una volta l’importanza di garantire sicurezza e rispetto in ambito sportivo, specialmente nelle competizioni giovanili, che dovrebbero essere luoghi di formazione e crescita sani per i giovani atleti e ufficiali di gara.






