Roma, 3 aprile 2026 – È stata definita dalla Quarta Sezione della Corte di Cassazione la vicenda giudiziaria legata al naufragio del 2013 al largo di Lampedusa, costato la vita a 268 persone, tra cui 60 bambini. La tragedia, che ha segnato profondamente la storia recente dell’immigrazione nel Mediterraneo, vede ora la chiusura definitiva del procedimento nei confronti di Leopoldo Manna e Luca Licciardi, ex ufficiali della Guardia Costiera e della Marina Militare.
Prescrizione per omicidio colposo plurimo
La Corte Suprema ha confermato la prescrizione per l’accusa di omicidio colposo plurimo nei confronti di Manna e Licciardi, assolvendo entrambi dall’accusa di rifiuto di atti d’ufficio. La decisione segue le richieste di assoluzione formulate sia in primo che in secondo grado dal rappresentante dell’accusa. Inoltre, sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi presentati dai ministeri della Difesa e delle Infrastrutture, parti civili nel processo.
Il procedimento riguardava il presunto ritardo nell’intervento della nave militare italiana Libra, che si trovava nelle vicinanze della zona del naufragio. Secondo l’impianto accusatorio, un ritardo di circa 45 minuti sarebbe stato determinante nel soccorso ai migranti. I superstiti avevano raccontato di aver effettuato ripetute chiamate alla Guardia Costiera, mentre le autorità italiane ritenevano che la competenza fosse maltese.
Le dinamiche del naufragio e le responsabilità
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la segnalazione delle autorità di Malta era giunta alle 16:22, mentre alle 17:07 l’imbarcazione si era rovesciata. Il barcone, con a bordo tra 300 e 400 persone, si trovava a circa 50 miglia nautiche a sud di Lampedusa e circa 180 da Malta. Il naufragio avvenne dopo che la barca era stata attaccata da una motovedetta libica, che sparò diverse raffiche di mitra, causando l’imbarco d’acqua e il capovolgimento. Le modalità della tragedia non hanno permesso di stabilire con certezza il numero esatto delle vittime o di attribuire un nesso causale diretto al ritardo nei soccorsi.
Questa sentenza mette quindi fine a un lungo iter giudiziario su una delle tragedie più drammatiche del Mediterraneo, lasciando aperti molti interrogativi sulle responsabilità e sulle dinamiche di quel terribile evento.





