Roma, 18 febbraio 2026 – Il fenomeno della mobilità dei nonni dal Sud verso il Centro-Nord Italia continua a crescere, confermando una dinamica che riflette profonde disuguaglianze socio-economiche e sanitarie tra le diverse aree del Paese. Secondo l’ultimo report dell’Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno (Svimez), in collaborazione con Save the Children, il numero degli over 75 formalmente residenti nel Mezzogiorno ma che vivono stabilmente al Centro-Nord è quasi raddoppiato tra il 2002 e il 2024, passando da circa 96 mila a oltre 184 mila. Questo spostamento, definito come una mobilità “sommersa”, interessa soprattutto gli anziani che si trasferiscono per il ricongiungimento familiare e per il miglior accesso ai servizi sanitari, spesso carenti nel Sud.
La doppia emigrazione tra giovani e anziani
Il rapporto Svimez evidenzia una doppia emigrazione che coinvolge sia i giovani laureati, in cerca di opportunità lavorative e formative al Centro-Nord o all’estero, sia i loro genitori e nonni, che li seguono per assisterli e usufruire di servizi assistenziali più efficienti. Solo tra il 2002 e il 2024, quasi 350 mila laureati under 35 sono emigrati dal Sud verso il Centro-Nord, con una perdita netta di 270 mila unità, mentre oltre 63 mila giovani laureati meridionali hanno scelto l’estero, con un saldo complessivo negativo per il Mezzogiorno di circa 45 mila. Nel 2024, il fenomeno si è ulteriormente intensificato, con 23 mila giovani laureati trasferitisi al Nord e oltre 8 mila all’estero.
Il report sottolinea come la Campania e la Sicilia siano le regioni maggiormente interessate da questo esodo che inizia spesso già al momento dell’iscrizione universitaria, con circa 70 mila studenti meridionali iscritti a corsi di laurea al Centro-Nord. La Lombardia si conferma la regione più attrattiva, seguita da Emilia Romagna e Lazio.
I “nonni con la valigia”: anziani in viaggio tra Sud e Nord
Il fenomeno degli “over 75 con la valigia” è legato a due principali dinamiche: la necessità di ricongiungersi con figli e nipoti emigrati e la ricerca di servizi sanitari e assistenziali adeguati, difficilmente garantiti nel Mezzogiorno. La Svimez stima che il costo per le regioni meridionali legato alle prestazioni sanitarie erogate al Nord agli anziani residenti al Sud si aggiri intorno a 1,2 miliardi di euro, di cui 220 milioni a carico della Sicilia.
Questa mobilità contribuisce a un trasferimento netto e strutturale di risorse pubbliche dal Sud verso le aree più forti del Paese, con un impatto economico complessivo stimato in 6,8 miliardi di euro l’anno solo per l’istruzione e la formazione dei giovani che lasciano il Mezzogiorno.






