Roma, 9 gennaio 2026 – In seguito alla tragica strage avvenuta a Crans-Montana durante la notte di Capodanno, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso un fermo appello affinché venga fatta piena luce sulla vicenda che ha causato 40 morti, tra cui sei italiani, e oltre cento feriti. La tragedia, verificatasi nel locale “Le Constellation” nel comune svizzero del Canton Vallese, ha scosso profondamente l’Italia e sollevato interrogativi sulle responsabilità e sulle misure di sicurezza adottate.
Tajani: “Giustizia fino in fondo, l’Italia si costituisca parte civile”

Al termine della messa commemorativa celebrata a Roma nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, il ministro Antonio Tajani ha dichiarato: “Ho detto all’ambasciatore che in Italia il titolare del locale sarebbe stato arrestato da subito, vediamo cosa succederà. È giusto che si faccia giustizia, la magistratura vada fino in fondo insieme alla polizia”. Sottolineando la necessità di individuare chiaramente le responsabilità, Tajani ha aggiunto: “I responsabili, al termine di un processo, se sono colpevoli vanno puniti”.
Inoltre, il titolare della Farnesina ha ribadito l’importanza che l’Italia si costituisca parte civile: “Questa è stata una ferita inferta a tutto il nostro Paese. C’è stata molta commozione in tutta Italia e credo sia un percorso doveroso nei confronti di chi ha commesso dei reati, perché è ovvio che ci sono delle responsabilità. Quella di Crans-Montana non è stata una fatalità”.
Parallelamente, Tajani ha aggiornato sulla situazione degli italiani detenuti in Venezuela, confermando che la diplomazia italiana sta lavorando per la loro liberazione e che il primo liberato, accolto nel consolato, è in buone condizioni.
Le critiche di Flavio Briatore: “Non è sfortuna, ma omicidio”
L’imprenditore Flavio Briatore ha espresso un giudizio severo sull’incendio, definendolo “omicidio” e respingendo ogni ipotesi di fatalità. In un’intervista al quotidiano Il Giornale, Briatore ha sollevato dubbi sulle autorizzazioni concesse al locale: “Come ha fatto un locale come quello ad ottenere la licenza? Chi ha esaminato le domande? Chi ha controllato? Vorrei una risposta a queste domande”.
L’ex manager ha inoltre criticato le misure di sicurezza, in particolare la presenza di una sola uscita di sicurezza, “piccola e angusta, assolutamente insufficiente per ospitare centinaia di persone”. Briatore ha ricordato l’importanza delle normative italiane, che prevedono controlli rigorosi sugli impianti di sicurezza: “In Italia abbiamo continuamente i controlli delle autorità sulle uscite di sicurezza. Ed è bene così”.
Un ulteriore elemento di pericolo segnalato riguarda i soffitti bassi e rivestiti con materiali facilmente infiammabili, che, secondo Briatore, dovrebbero essere progettati con criteri più stringenti: “Quei locali hanno bisogno di soffitti molto alti e non incendiabili”. Infine, ha messo in guardia sull’uso delle fontane di scintille, che hanno probabilmente innescato l’incendio: “Sono fuoco vivo, non candele. A Dubai e in altri posti li abbiamo sostituiti con quelli elettrici a rischio incendio zero”.
Questo tragico episodio ha riacceso il dibattito sulle normative di sicurezza nei locali pubblici, sia in Svizzera che in Italia, e sull’importanza di prevenire simili disastri attraverso rigidi controlli e responsabilità chiare. Il governo italiano, attraverso il ministro Tajani, segue con attenzione l’evolversi delle indagini e sostiene la richiesta di giustizia per le vittime della tragedia di Crans-Montana.
Fonte: Pasquale Luigi Pellicone - Cras Montana, Tajani: "Si vada fino in fondo, Italia ferita chiede giustizia"






