È stato fissato per il prossimo 19 febbraio a Berna un incontro tecnico tra la Procura di Roma e la Procura di Sion, nel contesto dell’inchiesta sulla tragica strage avvenuta a Crans-Montana il 1° gennaio. Durante l’incendio al locale notturno Le Constellation, sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite, con numerose vittime italiane tra i deceduti.
Strage di Crans-Montana: coordinamento tra magistrature italiana e svizzera
L’iniziativa, promossa dall’Ufficio federale di giustizia svizzero, vedrà la partecipazione di magistrati inquirenti del Ministero pubblico del Canton Vallese e della Procura di Roma. L’incontro sarà di natura tecnica e non prevede uno scambio immediato di prove, che invece potrà avvenire tramite la procedura formale di assistenza giudiziaria internazionale. L’obiettivo è stabilire i primi contatti tra i magistrati, aggiornarsi sullo stato delle rispettive indagini, coordinare le misure investigative e definire le fasi successive per l’esecuzione della richiesta italiana di assistenza. Sarà anche affrontata la possibilità di costituire squadre investigative congiunte.
A metà febbraio, infatti, è previsto che gli agenti italiani della Squadra mobile e della polizia scientifica si rechino a Crans-Montana per effettuare sopralluoghi nel locale Le Constellation, utilizzando metodi investigativi italiani e lavorando a stretto contatto con le autorità svizzere, con la possibilità di interrogare nuovamente testimoni e acquisire copie degli atti d’inchiesta, inclusi verbali, foto, video e dati estratti dai cellulari. La Procura di Roma ha inoltre aperto un fascicolo in cui risultano indagati per disastro e omicidio colposo plurimo Jacques Moretti, responsabile del locale, e sua moglie Jessica Maric.
Pressioni della comunità italiana e rilancio della collaborazione giudiziaria
Il via libera della Procura di Sion e del Ministero della giustizia svizzero alla collaborazione con l’Italia rappresenta un passo fondamentale per l’avanzamento delle indagini. La collaborazione internazionale è stata sollecitata anche dalla comunità italiana residente a Crans-Montana, che, attraverso lettere indirizzate all’ambasciatore italiano a Berna, ha espresso forte preoccupazione per la sicurezza e la gestione giudiziaria del caso. Molti italiani con seconde case nella località montana minacciano di lasciare la zona qualora non vengano adottate misure concrete e trasparenti.
L’incontro di metà febbraio servirà dunque a creare un coordinamento stabile fra le due procure, con l’eventualità di istituire un team investigativo congiunto. Potrebbe inoltre favorire il ritorno dell’ambasciatore italiano a Berna, richiamato dopo la scarcerazione su cauzione di Moretti, segnalando un nuovo capitolo nella cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera sulla complessa vicenda della strage di Crans-Montana.






