La tragedia di Capodanno a Crans-Montana non può essere archiviata come una semplice fatalità. Dietro l’incendio che ha devastato il locale interrato emergono cause precise, legate alla chimica e alla fisica dei materiali. Le testimonianze dei sopravvissuti parlano di un incendio “lampo”, capace di saturare l’aria in meno di un minuto. Un elemento che orienta gli inquirenti verso un unico punto critico: la composizione del soffitto. Le scintille delle candele pirotecniche avrebbero innescato una reazione a catena su un rivestimento altamente infiammabile, trasformando in pochi istanti l’area dancing in una trappola mortale.
Crans-Montana: il soffitto sotto accusa e la “pioggia di fuoco”
Al centro dei rilievi tecnici c’è la schiuma poliuretanica usata per l’insonorizzazione. Se non trattato con additivi ritardanti di fiamma, questo materiale brucia con estrema rapidità e, liquefacendosi, provoca il cosiddetto “gocciolamento ardente”. I racconti dei presenti sono drammatici: una pioggia di fuoco che cadeva dall’alto, incendiando all’istante abiti sintetici e rendendo impossibile qualsiasi tentativo di fuga.
Non solo fiamme e calore: a risultare decisivo è stato anche il fumo. La combustione del poliuretano libera monossido di carbonio e acido cianidrico, gas altamente tossici in grado di provocare la perdita di coscienza dopo pochi respiri. In un ambiente seminterrato, con ventilazione limitata, la concentrazione di questi fumi ha trasformato le vie di uscita in corridoi ciechi e letali.
Le norme svizzere e la verifica decisiva
Le norme di sicurezza antincendio svizzere (AICAA/VKF) sono chiare: nei locali pubblici interrati devono essere utilizzati materiali certificati RF1 o RF2, incombustibili o con un contributo minimo alla propagazione dell’incendio. L’inchiesta dovrà ora accertare se i pannelli acustici installati rispettassero questi standard o se si trattasse di semplici schiume prive di protezione ignifuga. Una differenza tecnica che, in quella notte di festa, ha segnato il confine tragico tra divertimento e strage.






