Crans-Montana, 3 gennaio 2026 – Proseguono le indagini sull’incendio devastante che la notte di Capodanno ha colpito il bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera. I proprietari del locale, la coppia francese Jacques Moretti e Jessica Maric, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo. Nel frattempo, il bilancio della tragedia si aggiorna a 40 vittime e 121 feriti, tra cui numerosi italiani, con ancora sei persone disperse.
Crans-Montana: indagini e accuse ai proprietari del locale
La Procura cantonale del Vallese ha formalizzato l’iscrizione nel registro degli indagati di Jacques Moretti e Jessica Maric, i gestori di Le Constellation, locale noto e molto frequentato soprattutto dai giovani. Secondo le autorità svizzere, le accuse sono legate a una presunta negligenza nella gestione della sicurezza che avrebbe contribuito alla gravità dell’incendio. La coppia, che aveva rilevato il bar nel 2015 e gestisce altri locali nella zona, ha sempre dichiarato di aver rispettato tutte le norme di sicurezza e che il locale era stato ispezionato più volte negli ultimi dieci anni.
Tuttavia, le indagini si concentrano su diversi aspetti cruciali: la disposizione interna del locale, i materiali utilizzati – in particolare legno e pelle, che avrebbero favorito la propagazione delle fiamme –, le vie di fuga, la presenza e l’efficacia degli estintori e delle attrezzature antincendio. Un testimone, Gianni Campolo, ha riferito all’ANSA che durante i soccorsi una porta di servizio risultava chiusa e bloccata, impedendo a molte persone di uscire, e che l’unica via di fuga era una scala angusta che avrebbe intrappolato diversi clienti nel seminterrato.
La procuratrice generale Beatrice Pilloud ha precisato che la presunzione di innocenza vige fino a una sentenza definitiva, ma ha sottolineato che l’indagine mira a stabilire se vi siano responsabilità penali a carico dei proprietari.
Aggiornamenti sul bilancio delle vittime e sulle operazioni di soccorso
Il bilancio ufficiale aggiornato delle autorità svizzere segnala 40 morti, di cui quattro identificati e tutti di nazionalità svizzera, e 121 feriti, inclusi 14 italiani. Tra i feriti vi sono giovani provenienti da diverse regioni italiane, tra cui una 16enne milanese trasferita in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano, che si aggiunge agli altri sette pazienti italiani già ricoverati in strutture sanitarie italiane e svizzere.
L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha riferito che le procedure di identificazione delle vittime proseguiranno nei prossimi giorni, con particolare attenzione al confronto del DNA, e che le famiglie saranno informate direttamente dalle autorità locali.
Nel frattempo, a Bologna e in altre città italiane, cresce l’angoscia per i giovani dispersi o feriti. Il caso di Giovanni Tamburi, 16enne bolognese ancora disperso, è emblematico: la famiglia attende con apprensione notizie dalla Svizzera, mentre la comunità scolastica prepara momenti di preghiera e supporto psicologico.
Intanto, le operazioni di soccorso hanno evidenziato le difficoltà incontrate dai soccorritori per raggiungere e mettere in sicurezza le persone intrappolate nel locale. Testimonianze raccolte parlano di una fuga resa difficile dalle vie di uscita limitate e da alcune porte chiuse, circostanza che potrebbe essere al centro delle valutazioni degli inquirenti.






