In una giornata segnata dal dolore e dal silenzio carico di commozione, si sono svolti a Milano, Bologna, Genova e Roma i funerali di cinque delle sei vittime italiane della tragedia di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. Il drammatico evento che ha strappato alla vita adolescenti pieni di sogni e speranze ha raccolto migliaia di persone, tra familiari, amici, compagni di scuola e rappresentanti istituzionali, in un lungo e commosso addio.
Le esequie a Milano: l’ultimo saluto ad Achille Barosi e Chiara Costanzo
A Milano, la città di origine di due delle vittime, si sono tenuti i funerali di Achille Barosi e Chiara Costanzo con celebrazioni in contemporanea. Ad accogliere il feretro di Chiara, nella Basilica di Santa Maria delle Grazie, sono stati centinaia di giovani amici, compagni di scuola e docenti del liceo scientifico Moreschi, che hanno voluto ricordare la sedicenne milanese come una ragazza solare, ironica e con un profondo senso di giustizia. Sulla bara, una corona di rose bianche e numerosi palloncini bianchi hanno scandito un ultimo saluto colmo di affetto e rispetto. L’omelia è stata affidata a monsignor Alberto Torriani, ex rettore del Collegio San Carlo che Chiara aveva frequentato alle elementari e medie, il quale ha esortato a non cercare oggi colpe, ma a trovare la forza per continuare a camminare, mantenendo viva la speranza anche nel dolore più profondo.

Lo zio di Chiara, Piero, ha lanciato un appello chiaro e deciso: “Faremo di tutto con papà e mamma per darti la giustizia che meriti. Sei stata vittima di una strage assurda e ingiusta, evitabile se fossero state adottate le più semplici misure di sicurezza”. Parole che hanno risuonato nella chiesa gremita, dove sono intervenute anche la senatrice a vita Liliana Segre e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, a testimoniare la vicinanza delle istituzioni.
Nel frattempo, nella Basilica di Sant’Ambrogio, si è svolto il funerale di Achille Barosi, sedicenne milanese noto per la sua maturità e il profondo amore per il proprio paese, come ha ricordato la madre durante il commovente discorso. La cerimonia è stata accompagnata dalle note di “Perdutamente” di Achille Lauro, una delle canzoni preferite del giovane, mentre il feretro veniva accolto da un picchetto d’onore dei Vigili del Fuoco e da un lungo applauso dei presenti. L’abate Carlo Faccendini ha sottolineato la fragilità della fede di fronte a un dolore così grande, invitando a tenere accesa una piccola luce nel buio dell’esistenza.
Crans-Montana: il ricordo e la promessa di giustizia a Bologna, Genova e Roma
A Bologna, la città di origine di Giovanni Tamburi, un’altra delle giovani vittime di Crans-Montana, la Cattedrale di San Pietro ha visto una partecipazione straordinaria di giovani, compagni di scuola del liceo scientifico Righi, amici e familiari. Don Stefano Greco, che ha celebrato i funerali, ha definito Giovanni “luce” per la sua sensibilità e profondità, sottolineando il vuoto lasciato da una vita spezzata troppo presto. Il sindaco Matteo Lepore ha interpretato la grande partecipazione come un segnale di luce e speranza nel cuore della comunità.

Anche a Genova si preparano i funerali di Emanuele Galeppini, promesse del golf internazionale, che si terranno nella chiesa di Sant’Antonio a Boccadasse, piccolo borgo marinaro. La famiglia del giovane ha richiesto che la cerimonia si svolga in forma privata, senza la presenza di giornalisti e operatori, per tutelare la privacy in un momento così delicato.
A Roma, nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur, si sono svolti i funerali di Riccardo Minghetti, giovane romano di 16 anni, ricordato come un ragazzo dal cuore grande, tenero e gentile. La chiesa gremita ha accolto con commozione il ricordo di amici e compagni di classe, mentre il padre Massimo ha voluto sottolineare come l’amore e la memoria del figlio saranno sempre presenti nelle loro vite, invitando i giovani a continuare a vivere e sognare con l’entusiasmo che Riccardo ha trasmesso. Una compagna di scuola ha raccontato con affetto la sua gentilezza e il suo modo di rassicurare chiunque fosse in difficoltà. Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.
A Lugano i funerali di Sofia Prosperi
Nella cattedrale di Lugano si sono svolti oggi pomeriggio i funerali di Sofia Prosperi, la 15enne italosvizzera tragicamente vittima della strage avvenuta la notte di Capodanno a Crans-Montana. Una chiesa gremita, soprattutto di ragazzi, ha accolto il rito funebre mentre molti di loro stringevano una rosa bianca in segno di commozione e rispetto.
Durante la cerimonia, il vescovo di Lugano Alain de Raemy ha citato anche i feriti e i traumatizzati, i soccorritori, i medici, i genitori e in particolare il caro amico di Sofia, Lorenzo, coetaneo e compagno di scuola, tuttora ricoverato all’ospedale Niguarda con ustioni su oltre il 40% del corpo.
“Tutto in noi oggi dice di no: no, non ce la facciamo, non è vero, non si può morire a 15 anni”, ha affermato de Raemy, “ma oggi Sofia vive uno sconvolgente sì, il più grande della sua vita, una vita piena ed eterna. Il più grande e bel viaggio mai immaginato”.
Crans-Montana: il dolore delle famiglie e il ricordo nelle scuole
Il dramma di Crans-Montana ha colpito profondamente anche le comunità scolastiche delle vittime. All’Istituto Moreschi di Milano, dove studiava Chiara Costanzo, è stato promosso un programma di commemorazione che prevede momenti di raccoglimento, un minuto di silenzio e iniziative per mantenere vivo il suo ricordo, come la dedica di un laboratorio di scienze e l’organizzazione di una camminata silenziosa. Il ministro Valditara ha invitato tutte le scuole a osservare un minuto di silenzio per onorare le vittime e riflettere sui valori della vita e della responsabilità civile.
Il padre di Chiara ha espresso tutta la sua sete di verità, sottolineando la necessità di garantire che tragedie simili non si ripetano: “Abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più”. La famiglia è stata abbracciata da un’Italia che ha dimostrato umanità e sensibilità, ma ora chiede professionalità e trasparenza.
Anche il ricordo dei compagni di scuola di Giovanni Tamburi è intenso e affettuoso: “Portavi luce in ogni persona”, hanno detto, mettendo in luce la sua capacità di illuminare la vita degli altri con il suo sorriso e la sua sensibilità.
La tragedia e le vittime italiane di Crans-Montana
Sono sei i giovani italiani morti nella strage di Capodanno a Crans-Montana: Riccardo Minghetti, Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Sofia Prosperi e Emanuele Galeppini. Sofia, la più giovane, aveva solo 15 anni ed era residente in Svizzera, dove frequentava una scuola internazionale. La sua famiglia, originaria di Roma, è ora avvolta nel dolore del piccolo borgo di Castel San Pietro.
Il bilancio definitivo delle vittime italiane è stato reso noto dall’ambasciatore italiano in Svizzera. Le salme sono state trasferite in Italia con un volo militare e accolte con un omaggio da parte delle autorità e delle comunità di origine. Sono purtroppo ancora molti i feriti italiani ricoverati in ospedali svizzeri e italiani, alcuni in condizioni gravi.
Alla tragica perdita si aggiungono le sorelle svizzere con doppia cittadinanza, anch’esse vittime dell’incendio, identificate con l’analisi del Dna.
Le famiglie delle vittime, unite dal dolore, chiedono giustizia e la certezza che tragedie simili non si ripetano, mentre le comunità si stringono attorno ai giovani e alle loro famiglie per offrire conforto e sostegno.






