Milano, 6 gennaio 2026 – Dopo la tragedia verificatasi nel locale Le Constellation a Crans-Montana, che ha causato la morte di diversi giovani durante la notte di Capodanno, l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha espresso parole di profonda riflessione e solidarietà. Nel corso di visite alle camere ardenti delle vittime, Delpini ha sottolineato l’importanza di una risposta seria e giusta da parte della società e delle istituzioni.
Monsignor Delpini: “È necessario chiedere giustizia”
All’ingresso del Collegio San Carlo di Milano, dove è allestita la camera ardente di Chiara Costanzo, una delle giovani vittime, l’arcivescovo ha dichiarato: “Credo che sia giusto chiedere giustizia, è necessario. Se i locali che ospitano persone che fanno festa non sono adeguatamente sicuri è una grave responsabilità per chi li gestisce”. Monsignor Delpini ha evidenziato come l’emozione suscitata da questa tragedia, seppur intensa, svanisca rapidamente e che serva invece un impegno più profondo e duraturo: “Sono convinto che siano necessari lo spiraglio della speranza e l’intensità della preghiera”. Rivolgendosi ai giovani, ha aggiunto che è possibile sperare in una vita che non si rassegni alla morte e alla disperazione. Ha inoltre precisato che, sebbene la giustizia non possa restituire la salute ai feriti né i morti alle loro famiglie, essa rappresenta una richiesta legittima e doverosa.
Il dolore delle famiglie e il ricordo delle vittime
Tra le vittime, la sedicenne milanese Chiara Costanzo, ricordata con affetto dalla famiglia, dagli amici e dai compagni di scuola. La camera ardente è stata allestita nella cappella del Collegio San Carlo, dove Chiara aveva frequentato le scuole primarie e medie. L’ex compagna di scuola Ludovica ha raccontato con commozione il loro legame profondo: “Era come se fosse mia sorella, abitavamo una accanto all’altra”. Chiara era una ragazza brillante e responsabile, appassionata di ginnastica artistica e con un forte senso della giustizia, come ricordato dal padre Andrea Costanzo, che ha descritto la figlia come “la più straordinaria che abbia mai calcato la Terra”.
Anche la famiglia di Achille Barosi, altro giovane vittima della tragedia, sta affrontando il lutto. Il cugino ha raccontato come Achille, colto dall’istinto di aiutare, sia rientrato nel locale quando l’incendio era già scoppiato, senza riuscire a salvarsi. Achille frequentava l’istituto artistico Orsoline e coltivava la passione per l’architettura, seguendo le orme del bisnonno Osvaldo Borsani.
Il Comune di Milano ha proclamato il lutto cittadino. I funerali di Chiara Costanzo e Achille Barosi si terranno mercoledì 7 gennaio alle ore 14:45 rispettivamente nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e nella basilica di Sant’Ambrogio.






