Roma, 8 gennaio 2026 – La sede della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) nel quartiere Primavalle a Roma è stata oggetto di un grave atto intimidatorio: cinque colpi di pistola sono stati sparati contro l’edificio, causando allarme e condanna da parte del sindacato. Maurizio Landini, segretario generale della CGIL dal 2019, ha commentato duramente l’accaduto durante un sopralluogo, definendolo un “salto di qualità non indifferente” rispetto ai tradizionali atti vandalici.
L’attacco alla sede della CGIL e la risposta di Landini

“Questa è la casa dei lavoratori e delle persone che hanno bisogno, ed è evidente che quanto accaduto è un fatto molto grave”, ha dichiarato Maurizio Landini, leader sindacale noto per il suo impegno a favore dei diritti dei lavoratori e alla guida della CGIL, la più antica e rappresentativa organizzazione sindacale italiana, fondata nel 1944. I cinque colpi di pistola rappresentano un attacco diretto non solo alla CGIL stessa, ma a tutti gli spazi che intendono dare voce ai lavoratori e alle persone svantaggiate.
Landini ha sottolineato con fermezza che il sindacato “non accetta l’intimidazione” e che la sede “riaprirà immediatamente”. Ha inoltre espresso piena fiducia nelle indagini delle forze dell’ordine e degli inquirenti, auspicando una rapida identificazione dei responsabili. “Questi atti non ci fanno paura – ha continuato – anzi, vogliamo rilanciare con ancora più forza il ruolo del sindacato sul territorio, rafforzando la nostra presenza e la nostra funzione vicino alle persone”.
Un appello alla mobilitazione sociale e politica contro la violenza
Il segretario generale della CGIL ha invitato tutte le associazioni sociali e politiche a reagire con determinazione contro questo tipo di violenza, che colpisce non solo i lavoratori ma l’intera democrazia. “A questo messaggio devono reagire tutte le associazioni sociali e politiche, allargando gli spazi di incontro e di azione”, ha detto Landini, ricordando che “la violenza è sempre contro i lavoratori e contro la democrazia. Noi continueremo a difenderla praticandola”.
Maurizio Landini, nato nel 1961 a Castelnovo ne’ Monti, ha un lungo percorso sindacale alle spalle, iniziato negli anni ’80 nella FIOM e culminato con la sua elezione alla segreteria generale della CGIL nel gennaio 2019. Conosciuto per la sua determinazione nel difendere i diritti dei lavoratori e per le sue posizioni indipendenti, Landini guida oggi un sindacato con oltre 5 milioni di iscritti, impegnato nel promuovere condizioni di lavoro migliori e maggiori tutele per i lavoratori italiani.






