Torino, 16 gennaio 2026 – Una delegazione del centro sociale Leoncavallo di Milano, storico spazio autogestito sgomberato nell’estate scorsa, parteciperà domani all’assemblea nazionale di Askatasuna a Torino, rinnovando il proprio sostegno e solidarietà. In un documento ufficiale, il Leoncavallo riflette sugli ultimi mesi segnati da una crescente ondata di sgomberi di spazi sociali autogestiti in tutta Italia, denunciando una situazione di crescente repressione.
Sgomberi e attacco agli spazi autogestiti
Nel testo diffuso dal Leoncavallo si sottolinea come l’“epoca della coltivazione del proprio orticello è finita”, evidenziando che gli sgomberi di centri sociali e spazi pubblici autogestiti rappresentano “un epifenomeno del vento orrifico che spira nel mondo intero”. Lo sgombero dello stesso Leoncavallo e del centro sociale Askatasuna di Torino, infatti, sono stati interpretati come “avvisi di sfratto per ogni situazione di autogestione, di opposizione e di resistenza” nel nostro Paese. L’obiettivo dichiarato, secondo il documento, è quello di colpire la capacità di queste realtà di produrre modelli alternativi di formazione culturale, musicale, politica e di socialità non mercificata.
Proposte per il futuro e solidarietà tra realtà autogestite
Per superare l’impasse creato da questa situazione, il Leoncavallo propone all’assemblea di Askatasuna tre punti fondamentali: la creazione di una piattaforma collettiva di idee e proposte che possa rappresentare la base delle lotte future a livello nazionale; la mappatura e il coordinamento delle realtà autogestionarie italiane; e l’organizzazione di un grande evento musicale e culturale che chiami a raccolta il mondo dello spettacolo contro le politiche governative e l’attacco sistemico agli spazi occupati, autogestiti, alternativi e sociali.
L’assemblea di domani si svolge in un contesto ancora caldo dopo lo sgombero di Askatasuna, avvenuto lo scorso dicembre, che ha suscitato forti reazioni nel quartiere Vanchiglia. Le famiglie residenti e il Comitato Genitori dell’Istituto comprensivo Gino Strada hanno inviato una lettera al prefetto di Torino esprimendo “sconcerto e indignazione” per le modalità dell’operazione, giudicata sproporzionata e lesiva dei diritti della cittadinanza, con particolare riferimento al diritto allo studio dei minori, fortemente compromesso dalla chiusura improvvisa di arterie stradali e dall’ingente presenza delle forze dell’ordine. Le famiglie hanno inoltre sottolineato l’importanza del centro sociale come punto di riferimento per la socialità e la sicurezza del quartiere, chiedendo chiarimenti sulle future progettualità per l’area e garanzie per il ritorno alla normalità.
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