Il Cairo, 29 gennaio 2026 – Prosegue con attenzione il caso di Nessy Guerra, cittadina italiana detenuta in Egitto con la figlia piccola, accusata di adulterio dall’ex marito italo-egiziano. La vicenda, che coinvolge aspetti legali e umanitari, ha visto un recente sviluppo grazie all’intervento diretto del ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani.
Caso Nessy Guerra in Egitto: la risposta alla Farnesina
Il ministro egiziano degli Esteri, Badr Abdelatty, ha risposto oggi alla lettera inviata da Tajani, nella quale si sollecitava la massima collaborazione per la tutela legale della bambina di Nessy Guerra. Secondo quanto comunicato dalla Farnesina, Abdelatty ha assicurato che il caso è seguito dalle autorità egiziane e che è stata già data risposta alla richiesta di assistenza giudiziaria avanzata dal Ministero della Giustizia italiano. Le decisioni necessarie sono state adottate e l’ambasciata italiana al Cairo è costantemente aggiornata sugli sviluppi e sui provvedimenti adottati, nel quadro di un rafforzamento della cooperazione giudiziaria tra i due Paesi.
La situazione processuale e le preoccupazioni italiane
La sentenza sul processo per adulterio è stata rinviata al 18 febbraio 2026. Nel frattempo, l’udienza per l’affidamento della bambina è fissata per il 2 febbraio. Nessy Guerra rischia fino a due anni di carcere e la perdita della custodia della figlia, circostanza che ha suscitato forte preoccupazione da parte del governo italiano. Tajani ha ribadito che la donna è assistita “minuto per minuto” dall’ambasciata italiana e vive in residenze protette, dopo aver denunciato tentativi di rapimento e molestie da parte dell’ex marito, condannato in via definitiva in Italia per violenza e stalking.
Le difese italiane sottolineano l’importanza del certificato di condanna del marito, attualmente fermo al consolato egiziano di Milano, come possibile elemento decisivo per il processo. È inoltre emerso che la madre di Nessy Guerra si è convertita all’Islam nella speranza di poter ottenere l’affidamento della nipote. Il caso, che coinvolge anche delicate questioni di diritto internazionale e diritti umani, resta al centro dell’attenzione diplomatica italiana, con Tajani impegnato a garantire supporto e tutela alla cittadina italiana e alla sua famiglia.






