A Socotra, l’arcipelago yemenita noto per la sua straordinaria biodiversità e per i caratteristici “alberi di drago“, si registra una situazione di isolamento senza precedenti. Al 5 gennaio 2026, circa 650 turisti internazionali, tra cui quasi un centinaio di italiani, risultano bloccati sull’isola a causa della sospensione indefinita di tutti i voli di rientro. L’interruzione dei collegamenti aerei è conseguenza diretta dell’escalation delle tensioni geopolitiche nella regione, coinvolgendo Yemen, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Socotra: un paradiso naturalistico sotto tensione
Situata nell’Oceano Indiano, a circa 340 chilometri a sud-est della costa yemenita, l’isola di Socotra è la principale di un arcipelago formato da quattro isole. Rinomata per la sua eccezionale biodiversità, il 37% delle sue circa 825 specie vegetali e oltre il 90% dei rettili sono endemici, un patrimonio naturale che le ha valso l’inclusione tra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità UNESCO dal 2008. Il capoluogo dell’isola è Hadibu, città che ospita una popolazione di circa 8.500 abitanti su un totale di quasi 43.000 residenti.
L’isola, con un clima tropicale desertico e una conformazione geografica che varia da pianure costiere a monti che raggiungono i 1.525 metri di altitudine, è caratterizzata da una scarsa infrastrutturazione. Le risorse idriche sono limitate e spesso non potabili, mentre gli alloggi turistici sono modesti e poco numerosi, fattori che complicano ulteriormente la permanenza dei visitatori in condizioni di isolamento prolungato.

Il blocco dei voli e i turisti bloccati
Il blocco dei voli di ritorno è stato imposto a seguito delle crescenti tensioni politiche e militari in Yemen e nell’area del Golfo. Dal 2020, Socotra è sotto il controllo del Consiglio di Transizione del Sud (STC), un’organizzazione secessionista yemenita sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti, che ne gestisce di fatto le attività civili e militari. Tale controllo si inserisce in un contesto regionale complesso, segnato da una rivalità tra Emirati Arabi e Arabia Saudita, entrambi impegnati a influenzare i gruppi separatisti nel sud dello Yemen.
L’unico collegamento aereo attivo fino a poco tempo fa, gestito da Air Arabia con voli da Abu Dhabi a Hadibu, è stato sospeso senza una data certa di ripresa. Al momento, quindi, gli ospiti stranieri risultano “prigionieri” sull’isola, con l’unica alternativa praticabile – seppur difficoltosa – rappresentata da viaggi via mare, tramite navi cargo dirette verso l’Oman, paese non coinvolto nelle tensioni.
Tra i turisti bloccati figurano anche diversi italiani: un gruppo di almeno cinque friulani, tra cui professionisti come Amato De Monte, ex direttore di anestesia dell’ospedale di Udine, e altre persone provenienti da varie regioni d’Italia. Nonostante l’assenza di pericoli immediati, la principale preoccupazione riguarda l’incertezza sulle tempistiche di rientro e le condizioni di soggiorno prolungato, scenario già verificatosi nel maggio 2024 per altri quindici connazionali rimasti a Socotra in circostanze analoghe.
Come organizzare un viaggio a Socotra oggi
Socotra è una meta affascinante ma complessa da visitare. La sua posizione remota, la scarsità di infrastrutture turistiche e le condizioni politico-militari attuali impongono una pianificazione rigorosa e l’assistenza di agenzie locali autorizzate. Per entrare sull’isola, i visitatori devono essere muniti di passaporto con validità residua di almeno sei mesi e ottenere un visto rilasciato esclusivamente tramite intermediari locali, al costo di circa 170 dollari, valido per 30 giorni e limitato ai soli ingressi e uscite via aerea.
Dal punto di vista sanitario, non vi sono vaccinazioni obbligatorie per Socotra, ma è consigliata la profilassi antimalarica soprattutto durante la stagione dei monsoni (da maggio a ottobre). Inoltre, data la situazione di emergenza e la scarsità di servizi, è fortemente raccomandata una copertura assicurativa adeguata. Pochissime polizze includono Socotra, ma ad esempio la compagnia spagnola IATI offre coperture specifiche anche per zone di conflitto come questa.
Socotra tra storia, natura e cultura
L’isola di Socotra vanta una storia affascinante che si intreccia con miti antichi e tradizioni culturali uniche. Considerata da alcuni studiosi la leggendaria Panchaia citata da Virgilio e legata al mito della fenice, l’isola è stata abitata fin dall’antichità da popolazioni di ceppo arabo con influenze africane e asiatiche. La lingua tradizionale, il soqotri, è una lingua semitica parlata unicamente sull’isola e nelle comunità di diaspora negli Emirati Arabi Uniti, Qatar e Kuwait.
Dal punto di vista naturalistico, Socotra è celebre per le sue piante endemiche come la dracena drago (Dracaena cinnabari), da cui si ricava la famosa resina rossa chiamata “sangue di drago”, usata da millenni in medicina e rituali. Altre specie caratteristiche sono l’aloe socotrina, il melograno di Socotra e la Boswellia socotrana, fonte di incenso. L’avifauna comprende numerose specie endemiche, così come la fauna marina che si distingue per una ricca barriera corallina e una biodiversità straordinaria.
La crisi yemenita e l’impatto su Socotra
La crisi umanitaria e militare che attanaglia lo Yemen da oltre un decennio si riflette direttamente su Socotra. L’isola, pur essendo stata finora risparmiata dagli scontri armati diretti, è di fatto isolata e dipendente dagli aiuti umanitari, che provengono principalmente dagli Emirati Arabi Uniti. Questi organizzano voli settimanali per garantire rifornimenti di cibo, acqua e medicinali alla popolazione locale, ma la situazione rimane precaria.
L’intervento militare saudita e la contrapposizione tra potenze regionali come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Iran hanno reso instabile l’intero scacchiere yemenita, con conseguenze dirette sull’accessibilità di Socotra e sulla sicurezza dei visitatori. Le prospettive di una ripresa stabile dei voli e dei collegamenti restano incerte, in attesa di sviluppi diplomatici e di un ritorno alla normalità politica nell’area.
La situazione attuale impone un monitoraggio costante e un’attenta valutazione dei rischi per chiunque abbia intenzione di visitare o tornare da questo angolo di mondo unico ma fragile.






