Roma, 25 gennaio 2026 – Un’iniziativa di grande valore sociale e sportivo unisce Italia e Palestina attraverso la boxe, uno sport che diventa strumento di riscatto e dialogo in contesti di difficile convivenza. Il progetto solidale, nato nel 2018, si prepara a dare vita a un evento significativo previsto per il 23 maggio a Roma, in Piazza Sempione, dove atleti palestinesi e irlandesi si incontreranno con i pugili italiani in una giornata dedicata a sport e solidarietà.
Un legame che supera le barriere grazie alla boxe

Il progetto “Boxe contro l’assedio” è il risultato di una collaborazione pluriennale tra diverse realtà italiane e palestinesi: il CISS, la Palestra Popolare Palermo, la Valerio Verbano e il Quarticciolo di Roma, insieme alla Federazione di Boxe Palestinese di Gaza e la palestra El Barrio di Ramallah. Negli anni, questa rete ha permesso di portare la boxe italiana direttamente nella Striscia di Gaza, un territorio duramente colpito dal conflitto e da condizioni di vita estremamente difficili.
Giulio Bartolini, professore ordinario dell’Università Roma Tre e promotore dell’iniziativa attraverso la palestra Valerio Verbano, sottolinea il valore sociale dello sport in Palestina: “La boxe in Palestina è vita, il praticare sport è per loro un riscatto anche nella vita sociale. La cosa che abbiamo imparato da loro è quanto vogliano dimostrare il loro valore e la loro forza. Parliamo di persone che dopo ottant’anni di occupazione vogliono tornare a sentirsi liberi.”
Sport e solidarietà per mantenere viva l’attenzione sulla Palestina
Dopo la devastazione subita dalla Striscia di Gaza, Giulio Bartolini e Fabrizio Troya, della palestra del Quarticciolo, hanno avviato un ulteriore progetto in Cisgiordania con The Shamrock & Olive Tree Boxing Project, per continuare a sostenere gli atleti palestinesi e mantenere viva la loro voce attraverso lo sport. L’evento romano non è solo una gara di pugilato, ma un’occasione per riaccendere il dibattito sulle condizioni in cui vivono i palestinesi, in particolare i bambini, spesso vittime innocenti delle difficoltà quotidiane.
Per sostenere il progetto è stato lanciato un crowdfunding accessibile tramite i canali social della Palestra Popolare Valerio Verbano, che invita la cittadinanza a partecipare attivamente a questa iniziativa dal basso. L’obiettivo è quello di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e di utilizzare la boxe come mezzo per diffondere consapevolezza e solidarietà.
Il progetto “Boxe contro l’assedio” rappresenta dunque un esempio concreto di come lo sport possa essere un ponte tra culture e un veicolo di speranza e dignità in zone di conflitto.






