Bologna, 7 gennaio 2026 – Una folla commossa ha accompagnato oggi i funerali di Giovanni Tamburi, il giovane 16enne bolognese tragicamente scomparso nella notte di Capodanno durante il rogo di Crans-Montana, in Svizzera. La cerimonia si è svolta nella Cattedrale di San Pietro a Bologna, alla presenza di familiari, amici e numerosi coetanei, visibilmente scossi per la perdita.
L’omelia di don Stefano Greco: Giovanni, luce nel buio
Durante la funzione religiosa, l’omelia del parroco don Stefano Greco ha toccato profondamente i presenti, ricordando Giovanni Tamburi come una presenza di luce. «Giovanni era, ed è ancora di più adesso, luce», ha affermato don Greco, che ha voluto paragonare il ragazzo a Lazzaro, l’amico di Gesù, simbolo di conforto e saggezza. Il parroco ha sottolineato la sensibilità e la profondità del giovane, che riusciva a sorprendere con «perle di saggezza» e una sensibilità rara. «Sei passato in un attimo dal luogo buio a una piazza piena di luce», ha detto, evocando la speranza e la fede di fronte alla tragedia.
Don Stefano ha inoltre espresso il dolore condiviso dalla comunità, parlando del silenzio pesante lasciato dalla scomparsa di Giovanni e degli altri ragazzi coinvolti nell’incidente. «Ci sono cellulari che non scriveranno più, chat silenziate per sempre, progetti rimasti a metà», ha detto, riconoscendo anche la rabbia e il senso di ingiustizia che accompagnano questi eventi.
La città di Bologna in lutto per la morte di Giovanni Tamburi
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha partecipato alla cerimonia, ricordando non solo Giovanni, ma anche un’altra giovane vittima recente della città, Alessandro Ambrosio, il capotreno accoltellato pochi giorni fa. «Oggi è il giorno del lutto, poi verranno altri giorni per capire cosa è successo», ha dichiarato Lepore, sottolineando l’importanza di essere vicini ai giovani e di non lasciarli soli.
Alla fine della funzione, una marea di giovani, compagni di scuola di Giovanni dal liceo scientifico Righi, ha reso omaggio al feretro, manifestando il proprio dolore con lacrime e silenzi carichi di emozione. Beatrice, una delle studentesse, ha ricordato Giovanni come una persona che «portava luce in ogni persona», con occhi splendenti e un sorriso indimenticabile. «Non siamo qui per dirti addio, ma perché tu continui a vivere in tutto quello che ci hai lasciato», ha detto, esprimendo il sentimento di una comunità ferita ma determinata a non dimenticare.
Il ricordo commosso della famiglia
Durante la cerimonia è intervenuto anche Giuseppe Tamburi, padre di Giovanni, con parole cariche di dolore ma anche di amore per il figlio. «Il primo gennaio hai perso la vita e io l’ho persa con te», ha detto, ricordando la maturità e la generosità del ragazzo, la sua passione per lo sport, la musica e la vita. Ha descritto Giovanni come un figlio empatico e pieno di valori, capace di dare consigli anche ai familiari più grandi.
La madre, Carla Masiello, ha espresso la commozione per l’affetto dimostrato da tutta la città e la fede che la sostiene in questo momento difficile. «So che mio figlio ci guarda e che è felice di vedere quanto era amato», ha commentato, confidando nella giustizia e nella speranza.






