Napoli, 18 febbraio 2026 – Proseguono ore cruciali per il piccolo paziente ricoverato presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, che attende un nuovo trapianto di cuore dopo il fallimento dell’intervento precedente. La situazione clinica del bambino, di poco più di due anni, resta stazionaria ma critica, con i medici che stanno valutando la possibilità di procedere a un secondo trapianto, decisione che sarà presa da un team multidisciplinare di esperti.
Bimbo trapiantato: la valutazione medica e la compatibilità dell’organo
Secondo quanto comunicato dalla direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, l’attenzione si concentra sulla verifica della compatibilità del nuovo cuore donato, con particolare riferimento al gruppo sanguigno del piccolo paziente. L’espianto dell’organo non è ancora stato effettuato, in attesa del parere definitivo da parte del team medico che si esprimerà sulla trapiantabilità del bambino. L’ospedale ha assicurato che l’attesa non comprometterà l’integrità dell’organo, poiché la gestione della donazione è conforme ai protocolli di conservazione.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha sottolineato durante una trasmissione televisiva che è stata richiesta una seconda opinione internazionale per valutare la situazione clinica del piccolo. Ha inoltre confermato che la famiglia spera ancora in un intervento, a condizione che il bambino venga ritenuto idoneo al trapianto.
L’inchiesta giudiziaria e le criticità emerse
Parallelamente all’emergenza clinica, prosegue l’inchiesta della Procura di Napoli, che ha iscritto sei tra chirurghi, medici e paramedici nel registro degli indagati per responsabilità relative all’espianto, al confezionamento, al trasporto e al precedente trapianto. Le indagini hanno evidenziato una serie di gravi anomalie, tra cui l’utilizzo di un contenitore non adeguato per il trasporto del cuore e l’errato impiego di ghiaccio secco, fattori che avrebbero causato il cosiddetto “cuore bruciato”, cioè danneggiato irreparabilmente.
Inoltre, è stato rilevato che il personale non era sufficientemente formato per utilizzare le moderne tecnologie di conservazione dell’organo, nonostante la disponibilità di box frigo tecnologici presso il Monaldi. Il sequestro del box frigo utilizzato per il trasporto fa parte delle misure investigative volte a chiarire la dinamica dell’accaduto.
La madre del bambino, Patrizia, ha lasciato l’ospedale in silenzio, mentre gli ispettori ministeriali continuano a monitorare la situazione. La comunità medica e la società civile seguono con ansia l’evolversi di questa vicenda che mette in luce non solo una battaglia per la vita di un bambino, ma anche questioni cruciali sulla gestione dei trapianti in Italia.






