Teheran, 22 gennaio 2026 – La situazione in Iran continua a suscitare profonda preoccupazione a livello internazionale e personale, come dimostra l’appello accorato di Bianca Balti, celebre modella italiana, che ha espresso il proprio dolore in un video pubblicato sulle sue storie Instagram. La Balti, visibilmente commossa, ha voluto sensibilizzare i suoi follower sulla grave crisi che sta attraversando la Repubblica Islamica, duramente colpita da repressioni violente contro manifestanti e cittadini.
Bianca Balti e il dramma iraniano
Durante un incontro a Los Angeles con la segretaria del suo oculista, la modella ha appreso notizie drammatiche direttamente da una famiglia iraniana, con il marito della donna che si trova attualmente nel paese. “Quello che sta succedendo non ha precedenti nemmeno durante la rivoluzione”, ha raccontato Bianca Balti, spiegando che chi viene ferito e portato in ospedale rischia di essere ucciso dalle forze di sicurezza, mentre chi è ferito per strada viene colpito sul posto. La modella ha fatto appello a diffondere il più possibile queste informazioni, sottolineando l’importanza di mantenere alta l’attenzione internazionale sulle violenze in corso.
La crisi in Iran: repressione e proteste
Il quadro attuale dell’Iran è segnato da una forte instabilità politica e sociale. Da settimane, manifestazioni di massa attraversano almeno 46 città in 21 province, nate da una combinazione di crisi economica, inflazione galoppante e repressione politica. Nonostante il blocco quasi totale di internet imposto dalle autorità, le proteste non accennano a diminuire. Secondo l’ong Iran Human Rights, il bilancio delle vittime è salito ad almeno 51 morti, compresi 9 minorenni, mentre migliaia di persone sono state arrestate con il rischio di pene gravissime, inclusa la pena di morte per alcuni manifestanti.
L’anziano leader supremo Ali Khamenei ha definito i manifestanti “vandali” e ha accusato l’estero, in particolare gli Stati Uniti e Israele, di tentare di destabilizzare il paese. Il presidente statunitense Donald Trump, citato da Khamenei, è stato indicato come un “tiranno” con le “mani sporche di sangue iraniano”, riferendosi anche al conflitto di recente memoria con Israele. Tuttavia, la comunità internazionale, inclusa l’Unione Europea e le Nazioni Unite, ha richiesto un’indagine indipendente e ha condannato la repressione violenta delle proteste.
Un appello internazionale e il ruolo di Reza Pahlavi
Nel contesto di questa crisi, anche Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia e figura simbolica dell’opposizione in esilio, ha lanciato un appello rivolto a Donald Trump affinché intervenga a sostegno del popolo iraniano. La richiesta di aiuto internazionale evidenzia la drammaticità della situazione e il desiderio di molti iraniani di un cambiamento politico radicale.
L’attenzione globale rimane alta mentre la Repubblica Islamica affronta una delle sue sfide più delicate, con manifestazioni che non accennano a fermarsi e una repressione che continua a mietere vittime. La voce di figure pubbliche come Bianca Balti contribuisce a mantenere acceso il dibattito e la solidarietà verso chi lotta per diritti fondamentali in un contesto di oppressione.






