Napoli, 6 febbraio 2026 – La Procura di Roma ha ufficialmente chiuso le indagini nei confronti dell’imprenditrice Maria Rosaria Boccia e del giornalista Carlo Tarallo, entrambi indagati per la diffusione o rivelazione di informazioni sulla vita privata dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e di sua moglie. La vicenda, che risale allo scorso agosto, riguarda la pubblicazione di frammenti di una conversazione compromettente in cui Sangiuliano confessava una relazione con Boccia, imprenditrice di Pompei.
Caso Sangiuliano, indagini e contestazioni
Secondo gli inquirenti, Boccia avrebbe minacciato di divulgare la loro presunta relazione attraverso siti web di informazione e social media, portando alla diffusione del file audio incriminato. La conversazione, che ha acceso i riflettori sulla sfera privata dell’ex ministro e attuale capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale della Campania, è stata al centro dell’inchiesta della Procura di Roma, guidata dal sostituto procuratore Barbara Trotta.

L’atto di chiusura delle indagini consente ora agli indagati di presentare memorie, documenti e dichiarazioni difensive. Boccia, assistita dall’avvocato Francesco Di Deco, ha dichiarato di non aver ancora preso visione degli atti e si è limitata a ribadire la propria estraneità a qualsiasi condotta illecita, auspicando un’archiviazione del caso. Il giornalista Tarallo, rappresentato dall’avvocato Maurizio Capozzo, ha invece sottolineato che il suo ruolo era limitato all’intervista con Boccia e che la diffusione del file audio è stata effettuata da altri soggetti, già oggetto di un’indagine conclusasi con archiviazione.
Ulteriori sviluppi giudiziari
Parallelamente alla chiusura delle indagini per la vicenda dell’audio, Boccia dovrà affrontare un processo più imminente in Procura a Roma: è infatti prevista per lunedì prossimo l’udienza preliminare relativa a un procedimento in cui l’imprenditrice è accusata di stalking, lesioni e diffamazione ai danni dell’ex ministro Sangiuliano.
Entrambi gli indagati dispongono ora di venti giorni per presentare le proprie osservazioni e difese prima che la Procura decida se avanzare la richiesta di rinvio a giudizio. La vicenda ha suscitato attenzione non solo per il coinvolgimento di una personalità politica di spicco, ma anche per le implicazioni legate alla tutela della privacy e al confine tra interesse pubblico e vita privata nel giornalismo contemporaneo.






