Roma, 25 febbraio 2026 – Il Procuratore Generale (pg) della Corte di Appello di Roma ha richiesto la conferma delle condanne di primo grado nel principale filone giudiziario sull’assalto alla sede della Cgil avvenuto il 9 ottobre 2021. La richiesta riguarda, in particolare, il mantenimento delle pesanti pene inflitte ai leader di Forza Nuova, Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente a 8 anni e 6 mesi e 8 anni e 7 mesi di reclusione.
Conferma delle condanne contro Fiore e Castellino

Nel corso dell’udienza, il pg ha sottolineato la gravità dei fatti, riferendosi all’assalto come a un attacco diretto alla “casa dei lavoratori” e al sindacato che li rappresenta. Le condanne riguardano inoltre altri cinque imputati, tra cui il militante di Forza Nuova Luigi Aronica, condannato a 8 anni e mezzo, e altri esponenti come Luca Castellini, Salvatore Lubrano, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa, tutti condannati a 8 anni e 2 mesi. La sentenza di primo grado ha dato luogo a scene di caos in aula, con manifestanti che hanno rivolto saluti romani e slogan contro la magistratura, provocando l’intervento delle forze dell’ordine.
Il pg ha anche respinto la richiesta di misura cautelare del divieto di espatrio avanzata nei confronti di Fiore e del vicesegretario di Forza Nuova, Luca Castellini, basata su alcune informative della Digos. La corte ha ritenuto che “non esistono elementi attuali” che giustifichino il timore di fuga all’estero. Durante l’udienza, Roberto Fiore ha definito tali accuse come “una discriminazione nei miei confronti per l’attività politica che svolgo”, citando anche una denuncia per calunnia presentata contro sette agenti della Digos.
Il profilo dei protagonisti e le reazioni politiche
Roberto Fiore è leader di Forza Nuova dal 1997, movimento politico di estrema destra di ispirazione neofascista, con un passato segnato da condanne per attività sovversive e legami con organizzazioni terroristiche di destra. Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova, è noto per il suo ruolo attivo in diverse manifestazioni di piazza, spesso contrassegnate da violenze e scontri con le forze dell’ordine. Castellino è considerato un “soggetto pericoloso” dalle autorità giudiziarie, anche per aver violato norme anti-Covid e per la sua incitazione pubblica alla ribellione.
La sentenza ha suscitato forti reazioni. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha definito la conferma delle condanne come “la conferma della matrice fascista dell’assalto”, sottolineando che non si è trattato di un episodio isolato, bensì di un vero e proprio attacco al sindacato e ai valori democratici. Anche l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) ha espresso soddisfazione per le condanne, ma ha criticato il mancato riconoscimento del reato di ricostituzione del disciolto partito fascista, previsto dalla legge Scelba del 1952. Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale dell’Anpi, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mettere fuori legge le organizzazioni neofasciste, evidenziando come la plateale ostentazione del saluto romano in aula confermi la natura fascista del movimento.
In sintesi, il processo sull’assalto alla Cgil rappresenta un momento cruciale nella lotta contro l’estremismo di destra in Italia, con la magistratura che ribadisce la gravità dei fatti e la matrice ideologica che li ha ispirati. Il percorso giudiziario prosegue ora in appello, dove si deciderà il destino definitivo dei principali imputati.
Fonte: Marco Vesperini - Assalto alla Cgil, pg di Roma chiede conferma condanne per Fiore e Castellino






