Roma, 18 gennaio 2026 – Centinaia di membri della comunità iraniana a Roma si sono riuniti in un sit-in a piazza San Giovanni, manifestando con forza la loro opposizione al regime di Teheran e chiedendo un intervento deciso da parte della comunità internazionale. All’iniziativa hanno preso parte sostenitori dello Scià, che hanno anche sventolato bandiere dell’Ucraina e di Israele, simboli di solidarietà a popolazioni sotto pressione in diversi contesti globali.
La protesta della comunità iraniana a Roma

Nel corso della manifestazione, due rappresentanti della comunità iraniana hanno lanciato un appello rivolto agli Stati Uniti e all’Unione europea, affinché assumano una posizione più netta e incisiva contro il regime teocratico guidato da Ali Khamenei. Le richieste si concentrano su una condanna chiara della repressione interna in Iran, dove, come evidenziato anche dalle numerose organizzazioni per i diritti umani, il dissenso viene soffocato con arresti sommari, torture ed esecuzioni.
Parallelamente a questo sit-in, ieri si è svolta un’altra importante manifestazione a Roma, stavolta promossa da numerose associazioni LGBTQIA+ e gruppi per i diritti civili, che si sono radunati davanti all’ambasciata iraniana in via Nomentana per protestare contro la repressione sistematica della Repubblica Islamica contro le minoranze e i manifestanti. Le associazioni – tra cui Agedo Roma, Arcigay, Mario Mieli e molte altre – hanno denunciato la grave situazione in cui si trovano le donne, private di diritti fondamentali, e le persone LGBTQIA+, che rischiano la pena di morte solo per la loro identità.
La situazione in Iran e le richieste di solidarietà internazionale
Dal 28 dicembre 2025, in Iran si susseguono proteste di massa contro il regime, con migliaia di persone che chiedono diritti, libertà e migliori condizioni di vita. La risposta delle autorità è stata durissima, con l’uso di armi da fuoco, gas lacrimogeni e arresti di massa. In un clima di blackout totale delle comunicazioni, la repressione ha già causato centinaia di vittime.
Le organizzazioni promotrici delle manifestazioni a Roma sottolineano che il movimento civile iraniano è maturo e diffuso, determinato a superare la dittatura teocratica che da decenni governa il paese. Per questo chiedono a tutti i governi europei, agli Stati Uniti e alle istituzioni internazionali di sostenere con fermezza la lotta per un Iran libero e democratico, mantenendo alta la pressione politica e umanitaria.
Queste iniziative si inseriscono in un contesto internazionale sempre più attento alla grave crisi dei diritti umani in Iran, in cui solidarietà e mobilitazioni civili si affiancano a richieste di interventi diplomatici. La comunità iraniana in Italia si conferma attiva e determinata a farsi portavoce di un cambiamento nel proprio paese d’origine.






