Roma, 2 aprile 2026 – Gianluigi Buffon, storico portiere e attuale capo delegazione della Nazionale italiana di calcio, ha annunciato oggi le sue dimissioni dall’incarico. La decisione, comunicata attraverso un post sui social, arriva in seguito alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026, un evento che ha segnato profondamente il mondo del calcio italiano.
Le dimissioni di Buffon: un atto di responsabilità
«Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi», ha scritto Buffon, sottolineando la spontaneità e la profondità della sua scelta. Il portiere, che ha concluso la sua carriera agonistica nel 2023 dopo una carriera leggendaria costellata di successi, ha precisato che gli era stato chiesto di temporeggiare per permettere a tutti di riflettere sulle conseguenze della recente débâcle. Ora, con la decisione del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, di fare un passo indietro, si sente libero di compiere quello che definisce un «atto di responsabilità».
Il contesto: la crisi della Federazione e le dimissioni di Gravina
Il 2 aprile 2026 segna un momento di profonda crisi per il calcio italiano. Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, ha infatti rassegnato le sue dimissioni a seguito della storica esclusione della nazionale italiana dal terzo Mondiale consecutivo, un evento senza precedenti nella storia del calcio tricolore. Gravina, in carica dal 2018 e riconfermato nel 2025 con un consenso quasi unanime, ha deciso di lasciare la guida della FIGC dopo aver cercato di gestire una situazione estremamente delicata, che ha visto l’Italia uscire prematuramente dalle competizioni globali.






