Roma, 1 aprile 2026 – Adriano Galliani, storico dirigente sportivo italiano e attuale figura di riferimento per il calcio nazionale, ha espresso un giudizio netto sull’eliminazione dell’Italia dai Mondiali, tracciando un quadro critico ma realistico dello stato attuale del calcio nel nostro Paese.
“La Nazionale è figlia del campionato”: il pensiero di Galliani
Intervistato da Sky, Galliani ha sottolineato come la crisi della Nazionale italiana rifletta quella più ampia del campionato di Serie A. Secondo l’ex amministratore delegato del Milan, la difficoltà non è solo legata alla scelta del commissario tecnico, che definisce più “selezionatore che allenatore”, ma a un fenomeno strutturale del calcio italiano. «Il calcio italiano è cambiato profondamente – ha spiegato – un tempo avevamo grandi campioni in Serie A, con Palloni d’Oro italiani e stranieri. Negli anni ’90 l’Italia dominava le competizioni europee con squadre italiane in finale di Coppa Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa Uefa. Oggi la Serie A è diventata un campionato di transito, e solo il 30% dei giocatori convocabili nella Nazionale militano nel nostro torneo».
Galliani ha inoltre evidenziato come l’organizzazione del gioco sia peggiorata: «Il “giro palla” in Serie A è uno dei più lenti tra i campionati europei e anche la velocità dei top player è diminuita». Per Galliani, la crisi va analizzata a 360 gradi senza puntare il dito su singoli responsabili come il presidente federale o l’allenatore, ma mettendo in discussione l’intero sistema.
La rifondazione parte dai settori giovanili
Uno dei punti chiave del ragionamento di Galliani riguarda i settori giovanili, oggi profondamente cambiati. «I ragazzi possono andare via a qualsiasi età e questo ha ridotto l’interesse dei club a investire nei vivai – ha detto – se vogliamo invertire la rotta, bisogna intervenire dal basso, dal settore giovanile fino alla Nazionale». Infine, Galliani ha ribadito la sua visione sull’attuale ruolo del commissario tecnico, definendolo ancora un “selezionatore” più che un vero allenatore.






