Antartide, 16 gennaio 2026 – È stato inaugurato il Santuario della Memoria del Ghiaccio (Ice Memory Sanctuary), una struttura innovativa situata vicino alla base di ricerca franco-italiana Concordia sull’altopiano antartico, dedicata alla conservazione di preziosi campioni di ghiaccio provenienti dai ghiacciai di tutto il mondo, inclusi quelli italiani. Questa iniziativa rappresenta una risposta cruciale alla crescente minaccia del cambiamento climatico e alla progressiva scomparsa dei ghiacciai.
Il progetto Ice Memory Sanctuary: conservare la storia climatica del pianeta
Il Santuario della Memoria del Ghiaccio accoglie i primi campioni prelevati dal Monte Bianco in Francia e dal ghiacciaio del Grand Combin in Svizzera, trasportati dall’Europa in contenitori a -20 °C fino all’Antartide. Conservati a nove metri di profondità in una grotta di ghiaccio artificiale, questi campioni costituiscono un archivio unico che permetterà agli scienziati futuri di studiare la storia climatica regionale e globale.
Il progetto, promosso dalla Ice Memory Foundation, prevede l’ampliamento dell’archivio con campioni provenienti da altre aree glaciali, dalla Bolivia al Tagikistan, in una corsa contro il tempo per salvare testimonianze naturali della criosfera minacciata dallo scioglimento.

Perché conservare campioni di ghiacciai in Antartide?
Come sottolinea il professor Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, “il ghiaccio non mente”: ogni carotaggio racconta la storia climatica del luogo di origine. Le minuscole bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio offrono dati fondamentali sugli eventi ambientali, dalle eruzioni vulcaniche agli effetti delle attività umane, come la combustione e i test nucleari. Questi “archivi naturali” sono destinati a scomparire rapidamente a causa del riscaldamento globale.
Dal 1975, i ghiacciai hanno perso una massa equivalente a un blocco spesso 25 metri e grande quanto la Germania, come ha ricordato Celeste Saulo, direttrice generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, durante la cerimonia di apertura. Il ghiaccio che rimane è vulnerabile e la perdita di queste informazioni climatiche sarebbe irreversibile.
Una sfida globale e una responsabilità condivisa
Il Santuario si trova in un’area protetta dal Trattato Antartico del 1959 e dal Protocollo di Madrid, ma necessita di un sostegno diplomatico e politico continuo da parte di Francia e Italia per garantirne la tutela legale. Il professor Jérôme Chappellaz, fondatore del progetto, ha espresso un misto di orgoglio e preoccupazione per la lentezza globale nell’affrontare la crisi climatica.
Alla cerimonia ha partecipato anche il principe Alberto II di Monaco, presidente onorario della Ice Memory Foundation, che ha sottolineato come “i ghiacciai dovrebbero essere riconosciuti come patrimonio comune dell’umanità” e che proteggere la memoria climatica del pianeta è una responsabilità collettiva.
La struttura, realizzata grazie a una grande sfera gonfiabile che ha creato la cavità nel ghiaccio, è progettata per rimanere stabile per decenni. In caso di spostamenti, i ricercatori sono in grado di ricreare nuove cavità in tempi brevi, assicurando così la conservazione continua di questo patrimonio unico.






