Roma, 16 marzo 2026 – Le foreste europee sono sempre più minacciate da una combinazione letale di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi, con rischi che potrebbero raddoppiare entro la fine del secolo in caso di un riscaldamento globale superiore a 4 gradi Celsius. Lo rivela un ampio studio internazionale, pubblicato sulla rivista Science, coordinato dal Politecnico di Monaco di Baviera (TUM) e a cui hanno contribuito importanti istituti italiani quali il Cnr-Isafom di Perugia e l’Eurac Research di Bolzano.
Un quadro dettagliato e innovativo sulle minacce climatiche alle foreste europee
La ricerca ha integrato dati satellitari raccolti tra il 1986 e il 2020 con simulazioni avanzate su 13.000 siti forestali europei, generando un database di circa 135 milioni di punti di simulazione. Questi dati hanno alimentato un modello di intelligenza artificiale capace di prevedere l’evoluzione delle foreste e l’intensità dei disturbi in diversi scenari climatici. I risultati indicano un aumento significativo di incendi, stress idrico e infestazioni di insetti dannosi, in particolare nell’Europa meridionale e occidentale, regioni che si rivelano le più vulnerabili.
Il ricercatore Alessio Collalti del Cnr-Isafom sottolinea come il cambiamento climatico stia già amplificando la frequenza e la gravità di questi eventi, mettendo a rischio la stabilità degli ecosistemi forestali e la loro capacità di svolgere funzioni cruciali quali l’assorbimento di carbonio, la conservazione della biodiversità e la produzione di legno.
Impatti combinati e necessità di strategie di resilienza forestale
Lo studio evidenzia anche che la concomitanza di incendi, tempeste e infestazioni può avere effetti esponenzialmente devastanti. Le tempeste, ad esempio, creano legno morto che alimenta gli incendi e favorisce la proliferazione di insetti xilofagi, accelerando il degrado delle foreste. Inoltre, lo stress idrico dovuto a siccità sempre più frequenti indebolisce la difesa naturale degli alberi, come la produzione di resina, rendendoli più vulnerabili agli attacchi parassitari.
Secondo i ricercatori, è indispensabile integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e adottare strategie adattative per aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi. Solo così sarà possibile mitigare gli impatti del cambiamento climatico e preservare le funzioni ecologiche e socioeconomiche delle foreste europee, patrimonio naturale ed economico di inestimabile valore.

