“Come mi sono avvicinato a questo mondo qua la questione dei fascisti mi è sempre stata chiara sin da molto piccolo, perché a me a 16 anni mi hanno gonfiato come una zampogna per una cresta rossa prima ancora che io avessi una coscienza polita sviluppata, ho avuto un anno di amnesia per le botte in testa” io infatti “ho vissuto sulla mia pelle l’inizio della stagione dove poi cose più gravi sono iniziate a succedere intorno a noi, chi ha attraversato da frequentatore o da militante centri sociali, spazi occupati si è trovato di fronte a una violenza per strada forte”. Lo ha raccontato Zerocalcare dal palco, tra gli ospiti dell’edizione 2026 del Dora Nera, festival di cultura noir in scena aa Torino dal 6 all’8 novembre. Il fumettista ha firmato l’immagine di questa edizione. Tema del festival le “Città resistenti”, che declina la cultura noir attraverso la letteratura, la musica e il fumetto. La kermesse ha aperto con il ricordo di un anniversario importante: 25 anni dai fatti del G8 di Genova. Otto scrittrici e scrittori hanno messo in noir sette battaglie territoriali, dal No Tav al No Ponte sullo Stretto di Messina, raccolte poi nella quarta edizione del volume Il destino non è un finale già scritto dedicato ai racconti inediti. Nel mentre l’inaugurazione della mostra dell’artist Zhang Hong Mei.