I lavoratori del settore pubblico e privato sono scesi in strada oggi in Francia per rivendicare aumenti salariali, nella giornata di sciopero generale che coinvolge anche giovani e pensionati. I sindacati in Francia hanno organizzato circa 260 manifestazioni, come ha rivendicato Sophie Binet, segretaria generale della Confédération générale du travail (CGT).
Sciopero generale in Francia: 260 cortei per i salari
Il corteo principale è a Parigi. «Abbiamo un percorso in centro città, anche se non è esattamente quello che volevamo», ha detto Binet. Le previsioni indicano una partecipazione compresa tra 500.000 e 700.000 persone fuori dalla capitale e tra 40.000 e 80.000 nella città.
L’appello sindacale è il primo dalla ripresa delle attività autunnali a coinvolgere sia il settore pubblico sia quello privato. Hanno aderito gli studenti delle scuole superiori e delle università, già mobilitati da metà settembre, e i gilet gialli, che da tre sabati hanno ripreso le proteste contro il caro-vita. Tra i partecipanti figurano anche gli agricoltori della Confédération paysanne.
I trasporti pubblici hanno registrato forti disagi già dalla mattina, a cominciare dai treni e dalle metropolitane. È in viaggio soltanto un treno regionale su due.
I blocchi nelle scuole e lo sciopero degli insegnanti
Gli studenti hanno bloccato 81 licei su 3.700, pari a circa il 2,2% degli istituti, nella giornata di sciopero in Francia, secondo il governo francese. Il dato riguarda le scuole interessate dai blocchi nella giornata indetta dai sindacati.
L’Unione sindacale dei licei ha indicato invece 1.000 istituti «non al lavoro»: il conteggio comprende sia quelli bloccati dagli studenti sia quelli chiusi per motivi amministrativi. Il Ministero dell’Educazione nazionale ha comunicato che quasi il 16% degli insegnanti è in sciopero.
Gli incendi negli istituti e i petardi contro gli agenti
Per la sicurezza nella capitale e nelle principali località francesi sono stati mobilitati 70.000 tra poliziotti e gendarmi. Le autorità hanno definito la giornata un «giovedì nero» e il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha promesso «una risposta di grande fermezza» ad eventuali derive violente.
Durante la mobilitazione si sono verificati scontri, violenze e atti di vandalismo. A Tournefeuille, nell’Alta Garonna, vicino a Tolosa, una parte del liceo Françoise è stata data alle fiamme: l’incendio ha distrutto anche alcuni computer. Un altro incendio è stato appiccato in una scuola a Rennes.
Alcuni petardi sono stati lanciati contro le forze dell’ordine nel XIV arrondissement di Parigi, a Savigny-le-Temple, nella Senna e Marna, e presso il liceo Brossolette a Villeurbanne, nel Rodano.
