Si avvia alla conclusione ad Atlanta, negli Stati Uniti, la riunione dei ministri degli Esteri del G20, ospitata dal segretario di Stato americano Marco Rubio il 30 e 31 ottobre. Il vertice, pensato per affrontare le principali questioni economiche e geopolitiche internazionali, si è svolto in un clima segnato da profonde divisioni, soprattutto sulla guerra in Ucraina, sulle tensioni in Medio Oriente e sulle politiche commerciali.
Secondo quanto riferito da diplomatici presenti agli incontri, i Paesi partecipanti non sono riusciti a raggiungere un’intesa su alcuni dei principali dossier di sicurezza internazionale. Per questo motivo non verrà diffuso un comunicato congiunto: al suo posto è prevista una dichiarazione del presidente di turno del G20, Marco Rubio, che riassumerà i lavori.
Russia e Ucraina, lo scontro diplomatico sulla presenza di Lavrov
Uno dei momenti più delicati del vertice è stato l’arrivo del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. La sua partecipazione ha provocato le proteste di diversi rappresentanti europei, contrari a condividere la tradizionale fotografia ufficiale con il capo della diplomazia di Mosca mentre prosegue la guerra in Ucraina.
La tensione è stata tale da portare alla cancellazione della foto di gruppo, inizialmente prevista come momento simbolico di apertura dell’incontro. Alcuni diplomatici europei avevano infatti minacciato di non partecipare allo scatto o di abbandonarlo in presenza di Lavrov.
Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, presente per la prima volta come ospite a una riunione del G20, ha sottolineato la difficoltà di trovare una posizione comune quando al tavolo siedono Paesi coinvolti direttamente nei conflitti. Anche le posizioni di Mosca sulla guerra in Ucraina restano distanti da quelle di diversi governi occidentali.
Iran e Medio Oriente, cresce la preoccupazione per una nuova escalation
A pesare sui colloqui è stata anche la situazione in Medio Oriente. La guerra che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran e il rischio di una nuova escalation militare hanno alimentato le preoccupazioni dei Paesi della regione e dei partner internazionali.
A margine della riunione, Rubio ha incontrato il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan, e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. La Turchia continua a svolgere un ruolo diplomatico nella regione, anche attraverso i propri canali di mediazione.
Secondo quanto riportato dall’Associated Press, funzionari statunitensi avrebbero invitato alcuni Paesi del Medio Oriente e alleati regionali a prepararsi all’eventualità di nuovi attacchi militari contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato americane, in programma il 3 novembre. Resta inoltre il timore di possibili ritorsioni iraniane.
Commercio, rotte marittime e sicurezza energetica al centro dei lavori
La riunione non si è concentrata soltanto sui conflitti. Tra le priorità indicate dalla presidenza statunitense figurano la crescita economica, la sicurezza energetica e alimentare, la protezione della libertà di navigazione e la resilienza delle catene di approvvigionamento.
Particolare attenzione è stata dedicata alle rotte strategiche, dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso, dal Mar Nero al Mar Cinese Meridionale. Si tratta di snodi fondamentali per il commercio internazionale e per il trasporto di risorse energetiche, la cui stabilità è messa sotto pressione dalle tensioni geopolitiche.
Restano inoltre aperti i contrasti sui dazi statunitensi, sulle politiche commerciali e sulle rivendicazioni della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Un ulteriore elemento di frizione è stata la decisione dell’amministrazione Trump di non invitare il Sudafrica, nonostante sia membro del G20.
Verso il vertice dei leader di dicembre a Miami
Nonostante le divergenze, i partecipanti hanno dichiarato di voler mantenere aperto il dialogo e lavorare per il successo del prossimo appuntamento politico del gruppo. Il vertice dei leader del G20 è previsto il 14 e 15 dicembre a Miami, in Florida, sotto la presidenza di Donald Trump.
L’incontro di Atlanta rappresenta l’ultimo appuntamento ministeriale del G20 sotto la presidenza statunitense prima del summit di dicembre. La mancata intesa sui principali dossier internazionali mostra quanto sia difficile costruire una posizione condivisa in una fase caratterizzata da guerre, rivalità commerciali e competizione strategica tra le maggiori potenze.
