La legge di bilancio privilegia la difesa e distribuisce qualche bonus, senza affrontare le carenze accumulate dopo quattro anni di governo: è la critica del presidente del M5s Giuseppe Conte, intervenuto alla Camera del Lavoro a Bologna, a margine della presentazione della rivista Rinascita. Il leader ha denunciato l’assenza di un piano industriale, di politiche economiche e di un piano sanitario.
Conte ha descritto la manovra come un tentativo di accontentare alcune categorie e piccoli blocchi sociali “in vista della sfida elettorale”. Ha poi contestato il confronto tra gli stanziamenti: 4,5 miliardi in più per le spese militari il prossimo anno, contro un incremento per la sanità inferiore alla metà. “Fate la differenza”, ha concluso.
Il decreto bollette e le targhe personalizzate
Il presidente del M5s ha accusato il governo di essersi presentato in Consiglio dei ministri senza il decreto bollette, ma con la proposta di consentire agli italiani di personalizzare le targhe automobilistiche a pagamento. “Questo governo deve andare a casa ha già fatto tanti danni agli italiani”, ha dichiarato.
La contestazione è proseguita su Facebook, in un post intitolato “Dopo 4 anni ecco la targa del governo: ‘carovita me ne frego’”. Conte ha ripreso il confronto fra il mancato decreto nell’ultimo Consiglio dei ministri e le targhe a pagamento, richiamando le guerre e criticando le firme del governo sul riarmo e sui patti di austerità europei.
Le accuse di Conte su salari, industria e fisco
A sostegno della sua critica, Conte ha indicato salari reali in calo del 10% in cinque anni, tre anni di crollo industriale, un forte aumento della cassa integrazione, il carburante sopra i 2 euro da mesi e una pressione fiscale record.
Nel post ha definito la legge di bilancio una “lotteria di micromisure per microplatee”, con requisiti da superare per ottenere soltanto “qualche briciola”.
Il “biglietto vincente”, secondo Conte, va ad armi e difesa, con 14 miliardi di extra-spese. Quello perdente spetta invece ai lavoratori dipendenti, che il leader del M5s ha descritto come “tartassati tra rincari, tasse e stipendi da fame”.
