Gli elettori degli Stati Uniti voteranno martedì 3 novembre 2026 per rinnovare tutti i 435 membri della Camera dei Rappresentanti e una parte del Senato. La consultazione sarà una verifica del consenso per Trump e potrebbe modificare gli equilibri parlamentari su cui si basa l’attuazione del suo programma.
Le elezioni di metà mandato si svolgono ogni due anni, a differenza delle presidenziali, che hanno una cadenza quadriennale. Il loro risultato viene tradizionalmente letto come un giudizio degli elettori sul presidente in carica e sulle sue politiche.
Al Senato saranno sottoposti al voto 35 seggi su 100, oltre a due consultazioni suppletive. Il mandato dei senatori dura sei anni e il rinnovo avviene per gruppi, ogni due anni. Un avanzamento dei Democratici potrebbe ridurre lo spazio di manovra dell’amministrazione repubblicana.
Le elezioni midterm Usa e una maggioranza diversa ostacolano l’agenda di Biden
La storia delle consultazioni di metà mandato mostra che il partito del presidente tende spesso a perdere terreno, pagando il malcontento degli elettori o le difficoltà incontrate dal governo. Quando la stessa formazione controlla la Camera e il Senato, diventa particolarmente significativo il rischio di perdere almeno una delle maggioranze.
Un Congresso controllato dai Democratici potrebbe ostacolare le iniziative legislative della Casa Bianca, intensificare il controllo sull’amministrazione e rendere più difficile la trasformazione delle promesse presidenziali in provvedimenti. L’eventuale cambiamento riguarderebbe dunque i rapporti di forza a Washington e la possibilità di attuare il programma, non la permanenza di Trump alla presidenza.
Il mandato presidenziale proseguirà infatti fino a gennaio 2029, indipendentemente dai risultati del voto. È questa distinzione tra durata dell’incarico e capacità di incidere sulle decisioni politiche a richiamare l’espressione «anatra zoppa»: nella politica americana descrive un presidente politicamente indebolito. La definizione viene spesso applicata ai presidenti al secondo mandato, che non possono essere rieletti, e assume particolare rilievo quando l’opposizione conquista il Congresso.
Il voto anticipato e il rinnovo dei governatori
Il calendario elettorale fissa la consultazione al primo martedì successivo al primo lunedì di novembre. Accanto alla partecipazione in presenza, sono ampiamente diffusi il voto anticipato e quello per corrispondenza. Le modalità cambiano però da Stato a Stato: l’organizzazione delle elezioni è soprattutto una competenza delle amministrazioni statali e locali.
La consultazione interesserà anche le cariche di governatore in 36 Stati. Il rinnovo non riguarda quindi soltanto il Congresso federale: nel sistema americano, fortemente decentrato, i governatori dispongono di poteri rilevanti e possono incidere direttamente sulle politiche pubbliche e sugli equilibri politici interni al Paese.
