Carolina Di Giacomo, studentessa di 18 anni del liceo Talete di Roma, stava raggiungendo la manifestazione del 24 ottobre nella capitale quando è stata fermata dalle forze dell’ordine insieme ad alcuni amici. Il suo caso si inserisce nell’ambito dei controlli preventivi previsti dal decreto sicurezza di febbraio 2026, che consente alla polizia, in presenza di determinati presupposti, di trattenere una persona negli uffici di polizia fino a 12 ore, anche in assenza di un reato commesso. Secondo quanto raccontato dalla ragazza, la motivazione che le sarebbe stata fornita dagli agenti riguardava il suo abbigliamento: indossava una felpa nera.
Felpa nera, gli studenti liceali trattenuti dalla polizia
Durante le manifestazioni del 24 ottobre a Roma, 96 persone sono state accompagnate negli uffici di polizia, 28 sottoposte a fermo preventivo e 11 denunciate. Tra le persone fermate figurano anche numerosi studenti delle scuole superiori, alcuni dei quali sono stati intercettati dalle forze dell’ordine ancora prima di raggiungere il corteo. È proprio il caso di Di Giacomo, la cui testimonianza ha riacceso il dibattito sui limiti dei controlli preventivi e sul diritto di manifestare; la studentessa dichiara infatti di essere stata trattenuta per ore e di non aver potuto comunicare con i genitori.
Le manifestazioni del 24 ottobre a Roma
Questo caso si inserisce in una giornata di proteste che ha coinvolto diverse città italiane. A Roma, per sabato 24 ottobre, erano previste più mobilitazioni: al mattino il corteo di Gioventù Nazionale, organizzato nel quartiere Prati, e nel pomeriggio una manifestazione antimilitarista e contro la Nato, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo previsto ai Fori Imperiali.
Parallelamente, il Movimento 17 ottobre, nato dopo le proteste che avevano interessato Milano nei giorni precedenti, aveva annunciato ulteriori mobilitazioni attraverso i social e i gruppi Telegram, senza indicare un percorso definitivo.
La Questura aveva predisposto un dispositivo di sicurezza con oltre 1.500 agenti, controlli nelle stazioni della metropolitana e presidi nelle zone considerate sensibili. Già nelle prime ore del pomeriggio, mentre il corteo autorizzato doveva ancora raggiungere il Colosseo, erano state identificate oltre 200 persone.
Il fermo preventivo per una felpa nera, l’interrogazione di Madia a Piantedosi
È proprio sulla gestione dei controlli preventivi che si concentra l’interrogazione presentata mercoledì 28 ottobre dalla deputata di Italia Viva Marianna Madia. La parlamentare ha chiesto al ministro dell’Interno di chiarire quali siano stati i criteri utilizzati dalle forze dell’ordine per accompagnare decine di giovani negli uffici di polizia, anche prima dell’inizio delle manifestazioni.
Madia definisce la testimonianza di Carolina Di Giacomo “emblematica” e sottolinea che la necessità di prevenire le violenze non può giustificare comportamenti lesivi dei diritti fondamentali. “La prevenzione delle violenze è uno strumento imprescindibile per garantire l’ordine pubblico”, afferma la deputata.
Nell’interrogazione vengono richiesti chiarimenti sui presupposti normativi che hanno giustificato il controllo, l’accompagnamento in commissariato e la durata del trattenimento di Carolina. Si domanda inoltre se siano state rispettate le garanzie previste dagli articoli 13, 17 e 21 della Costituzione, che tutelano rispettivamente la libertà personale, il diritto di riunione e la libertà di manifestazione del pensiero.
