L’Austria ha ordinato l’espulsione di quattro diplomatici russi sospettati di attività di spionaggio. La decisione, annunciata venerdì 23 ottobre dal ministero degli Esteri austriaco, riguarda tre funzionari dell’ambasciata di Mosca a Vienna e un rappresentante russo presso l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). I quattro sono stati dichiarati persone non gradite e dovranno lasciare il Paese. Dura la reazione della Russia, che ha annunciato contromisure.
Austria, quattro diplomatici russi espulsi: cosa sappiamo
Secondo il ministero degli Esteri austriaco, i funzionari hanno svolto “attività incompatibili con il loro status diplomatico”. Il provvedimento è stato adottato sulla base delle informazioni raccolte dalle autorità di sicurezza nazionali, senza ulteriori precisazioni sulle condotte contestate.
Il diplomatico accreditato presso l’OSCE faceva parte della delegazione russa incaricata delle questioni relative alla sicurezza militare e al controllo degli armamenti.
Secondo quanto riportato dal settimanale austriaco Profil, tre dei diplomatici espulsi figuravano in un elenco di 21 persone sospettate di collegamenti con i servizi segreti russi. Già ad agosto, il ministero della Difesa aveva messo in guardia militari e riservisti da possibili tentativi di contatto da parte di agenti di Mosca.
La reazione della Russia e il precedente di maggio
Mosca ha contestato la decisione di Vienna. Il viceministro degli Esteri russo Dmitry Lyubinsky ha dichiarato all’agenzia statale TASS che “una reazione è inevitabile”.
Anche l’ambasciata russa in Austria ha condannato il provvedimento, definendolo un ulteriore passo ostile nei confronti di Mosca e annunciando una risposta adeguata.
Non si tratta del primo episodio. Nel maggio 2026, l’Austria aveva già espulso tre diplomatici russi sospettati di attività di intelligence attraverso sistemi di antenne installati sugli edifici diplomatici. Secondo l’emittente pubblica ORF, le apparecchiature sarebbero state utilizzate per intercettare comunicazioni satellitari di organizzazioni internazionali.
Con le quattro nuove espulsioni, sale a 18 il numero dei diplomatici russi allontanati dall’Austria dal 2020.
Vienna al centro dello spionaggio e la riforma delle leggi
La capitale austriaca è da tempo considerata un importante centro per le attività di intelligence, anche per la presenza di numerose organizzazioni internazionali, tra cui l’OSCE e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.
Il governo sta lavorando a una riforma della legislazione sullo spionaggio, che attualmente punisce le attività dei servizi stranieri quando sono dirette contro gli interessi austriaci. L’obiettivo è estendere le disposizioni penali anche alle operazioni condotte contro le organizzazioni internazionali presenti sul territorio.
L’Austria mantiene la propria neutralità militare, ma sostiene politicamente l’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa del febbraio 2022. Le nuove espulsioni aggiungono un ulteriore elemento di tensione nei rapporti diplomatici tra Vienna e Mosca.
