Israele sta predisponendo la chiusura completa della Cisgiordania in risposta all’attacco avvenuto nella mattinata del 23 ottobre 2026 a un posto di blocco nel sud del territorio, dove sono rimasti feriti cinque soldati israeliani dell’Idf. Lo ha dichiarato il premier Netanyahu.
Il blocco totale di tutta la Cisgiordania
Le istruzioni alle forze di sicurezza riguardano anche Hebron. In una nota a margine di una consultazione con il ministro della Difesa e i vertici delle agenzie di sicurezza, il premier ha dichiarato: “Ho dato istruzioni alle forze di sicurezza di imporre immediatamente un cordone di sicurezza sulla città di Hebron e di prepararsi a un blocco totale di tutta la Giudea e la Samaria (Cisgiordania, ndr) a partire da oggi”. Secondo il premier, l’intervento dell’esercito avrebbe impedito un “attacco su larga scala”.
Netanyahu: “Non avete nessun posto dove nascondervi”
Sulle operazioni in corso, il premier ha affermato: “Le nostre forze stanno operando con un contingente rafforzato per contrastare il terrorismo e stanno conducendo vaste ondate di arresti. Daremo la caccia ai terroristi di Hamas e ai loro emissari ovunque e in qualsiasi momento. Non avete nessun posto dove nascondervi“.
Hebron, due palestinesi uccisi durante uno scontro a fuoco di oltre venti minuti
Secondo la ricostruzione dell’esercito israeliano, l’attacco è avvenuto nei pressi dello svincolo di Yehuda, vicino a Hebron. Due uomini palestinesi armati di un fucile M16 e di una pistola avrebbero aperto il fuoco contro i militari israeliani, dando origine a uno scontro durato oltre venti minuti.
I due uomini sono stati uccisi dai soldati del battaglione Ari dell’Home Front Command. Secondo i servizi di emergenza israeliani, almeno cinque persone sono rimaste ferite nella sparatoria, due delle quali in condizioni critiche. I soccorritori hanno riferito di aver incontrato difficoltà nell’evacuazione dei feriti a causa dei colpi d’arma da fuoco ancora in corso.
L’esercito ha successivamente istituito posti di blocco nelle località circostanti, avviando operazioni di ricerca per escludere la presenza di ulteriori persone coinvolte nell’attacco. Secondo le autorità israeliane, nel veicolo dei due palestinesi sarebbero state trovate altre munizioni.
Cisgiordania, le restrizioni alla circolazione e le conseguenze per i palestinesi
L’annuncio di Netanyahu arriva in un territorio nel quale gli spostamenti della popolazione palestinese sono già sottoposti a numerose restrizioni. La Cisgiordania è occupata militarmente da Israele dal 1967 ed è attraversata da posti di blocco, barriere e strade il cui accesso è regolato dalle autorità israeliane.
Un blocco esteso dell’intero territorio rischierebbe di aggravare ulteriormente le difficoltà dei palestinesi nel raggiungere luoghi di lavoro, scuole, ospedali e terreni agricoli. Secondo Associated Press, si tratta della quarta chiusura imposta in Cisgiordania nell’arco di un mese. Il provvedimento arriva inoltre durante la stagione della raccolta delle olive, una delle principali attività economiche per migliaia di famiglie palestinesi.
Cisgiordania, oltre duemila attacchi dei coloni israeliani dall’inizio del 2026
La situazione in Cisgiordania è particolarmente tesa anche a causa dell’aumento delle violenze dei coloni israeliani contro la popolazione palestinese. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), dall’inizio del 2026 al 12 ottobre sono stati documentati oltre 2.060 attacchi dei coloni che hanno provocato vittime, feriti o danni materiali.
Le violenze hanno interessato in particolare la raccolta delle olive. Il 17 ottobre, nei pressi del villaggio di Taybeh, anche alcuni diplomatici europei sono stati aggrediti da coloni israeliani mentre accompagnavano agricoltori palestinesi. Nei giorni successivi, diversi attivisti internazionali sono stati fermati dalle autorità israeliane durante iniziative analoghe.
L’attacco arriva a quattro giorni dalle elezioni
La decisione di Netanyahu arriva in un momento particolarmente delicato per la politica israeliana. Martedì 27 ottobre si terranno le elezioni parlamentari, nelle quali il premier cercherà di ottenere un nuovo mandato.
Dopo la sparatoria, Netanyahu ha convocato una riunione d’emergenza sulla sicurezza e ha attribuito ad Hamas la responsabilità del tentativo di attacco, sostenendo che il gruppo potrebbe cercare di influenzare il voto. Il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha chiesto inoltre lo smantellamento dell’Autorità nazionale palestinese, sebbene non siano emerse prove di un suo coinvolgimento nell’episodio.
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