Federica Brignone ha chiarito che non affretterà il rientro sugli sci: la priorità è recuperare una vita il più possibile normale dopo l’intervento di agosto. La nuova stagione di Coppa del Mondo si aprirà con il gigante di Sölden sabato 24 ottobre, ma il calendario, per lei, non è l’unità di misura principale in questa fase.
La campionessa azzurra ha raccontato il proprio stato di forma, le tappe della riabilitazione e le scelte che la attendono in un’intervista al Corriere della Sera, mettendo la salute davanti a ogni altra decisione sportiva.
Recupero e priorità: “Non voglio passare tutta la vita a zoppicare”
“Non voglio passare tutta la vita a zoppicare“. È la frase che Brignone usa per indicare l’obiettivo numero uno: ridurre i postumi dell’infortunio e tornare a muoversi bene nella quotidianità. La sciatrice ha spiegato di non condurre una vita normale da un anno e mezzo, un periodo in cui i problemi fisici hanno inciso anche fuori dalla pista.
L’operazione di agosto, però, ha cambiato il quadro: i miglioramenti, soprattutto nella camminata, ci sono e sono “importanti”. Per questo, il rientro in gara può aspettare: prima viene il benessere fisico, poi l’idea di rimettersi gli sci e affrontare un pettorale. È una sequenza netta, maturata dopo mesi complicati e confermata nell’intervista.
Milano-Cortina e il racconto del maxischermo
Guardando indietro, Brignone ha ricordato le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, dove ha conquistato due medaglie d’oro. Tra le immagini più forti c’è l’arrivo del gigante: si è voltata verso il maxischermo e, per qualche istante, non ha compreso davvero che cosa fosse successo. Quell’esperienza è entrata anche nel documentario “Federica – L’ultima Olimpiade”, girato seguendo gli eventi mentre si svolgevano, senza aggiungere distanza né filtri successivi.
Il consiglio a Jannik Sinner e le passioni fuori dalla neve
Durante l’estate Brignone ha incrociato Jannik Sinner al J Medical. Parlando di infortuni e tempi di recupero, ha condiviso un insegnamento tratto dalla propria esperienza: non ignorare i segnali del corpo e prendersi tutto il tempo necessario. In passato, ha ammesso, le è capitato di sottovalutare alcuni problemi, pagandone poi le conseguenze; per questo ritiene fondamentale che anche il tennista non affretti il rientro e torni solo quando sarà completamente ristabilito.
Fuori dallo sci, l’estate l’ha riportata vicino all’acqua e alla velocità: ha provato il kitesurf in Sardegna e si è dedicata al downhill, una disciplina che le restituisce sensazioni simili a quelle delle discese sulla neve. C’è anche il surf, una passione che vorrebbe coltivare di più, magari un giorno in una casa affacciata sull’oceano. Tra i desideri semplici, invece, c’è il ritorno a una partita di tennis: le manca.
Intanto la riabilitazione prosegue con costanza. Il gigante d’apertura a Sölden del 24 ottobre può attendere: Brignone valuterà il rientro solo dopo aver consolidato i progressi nella camminata, perché l’obiettivo attuale resta recuperare una quotidianità stabile e senza zoppia.
