L’agenzia fotografica statunitense Getty Images ha dichiarato bancarotta mercoledì e presentato al tribunale fallimentare del Delaware un’istanza di ammissione al Chapter 11. La procedura americana consente di ristrutturare i debiti restando operativi.
La dichiarazione di bancarotta dà seguito al piano annunciato più di una settimana fa, che prevede il ritiro dalla Borsa di New York e il passaggio a una proprietà privata. L’uscita dal listino era attesa, da mesi le azioni quotavano sotto 1 dollaro.
L’agenzia fotografica Getty Images dichiara bancarotta
All’origine della ristrutturazione c’è il fallimento della fusione con Shutterstock, un’operazione da 3,7 miliardi di dollari. Getty ha abbandonato il progetto a giugno, dopo che l’autorità britannica per la concorrenza aveva chiesto a Shutterstock di cedere la propria attività editoriale.
Secondo l’amministratore delegato Craig Peters, la società aveva già sostenuto oltre 100 milioni di dollari di spese professionali nell’arco di diciotto mesi. Restavano l’elevato indebitamento e la concorrenza delle immagini generate dall’intelligenza artificiale.
Il capitale e i finanziamenti per la riorganizzazione
Al termine del processo, le società affiliate alla famiglia Getty e Koch Equity Development possiederanno il 100% dell’azienda. L’impegno assunto prevede fino a 533 milioni di dollari di nuovo capitale. Koch Equity Development sosterrà inoltre la procedura con un finanziamento fino a 143 milioni di dollari.
Nel documento depositato in tribunale, Getty stima attività e passività comprese tra 1 e 10 miliardi di dollari. L’azienda ha avviato l’iter per ottenere l’approvazione formale del piano di riorganizzazione e prevede di concludere la ristrutturazione entro la fine dell’anno.
La procedura non avrà ripercussioni su collaboratori, partner, clienti, dipendenti e fornitori. «La presentazione odierna rappresenta un passo procedurale per l’attuazione della ristrutturazione finanziaria precedentemente annunciata. Getty Images continua a operare normalmente, servendo i clienti e supportando collaboratori e partner in tutto il mondo. Questo processo riguarda la nostra struttura patrimoniale e alcune passività non operative e supporta maggiori investimenti nei nostri contenuti e servizi», ha dichiarato Craig Peters.
