Le nascite sono diminuite soprattutto al Sud nel 2025: la rilevazione annuale dell’Istat registra 355.772 bambini nati, circa 14mila in meno rispetto al 2024, con una flessione del 3,8%. La discesa sembra destinata a proseguire nel 2026: i dati dei primi mesi dell’anno mostrano una riduzione di 2 mila nati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La diminuzione delle nascite è cominciata negli anni Settanta del secolo scorso. Dopo una lieve ripresa a cavallo del Millennio, il calo è ricominciato nel 2008: oggi i nati sono circa 200 mila in meno rispetto a un ventennio fa.
Istat, le nascite diminuiscono del 3,8%
Il numero medio di figli per donna ha raggiunto un nuovo minimo storico: 1,14 nel 2025. Il Mezzogiorno, con 1,16, non si distingue più per una fecondità maggiore rispetto al resto del Paese: il valore è quasi uguale a quello delle Regioni settentrionali, pari a 1,15. Il Centro si ferma a 1,07.
Il divario territoriale emerge invece nella riduzione dei nati per ordine di nascita. Nel Mezzogiorno i primogeniti sono diminuiti del 5,3% rispetto al 2024, contro il 2,3% del Nord e il 3,9% del Centro. Per i secondi figli la flessione è stata del 5,5% al Sud, del 4,3% al Nord e del 4,6% al Centro.
L’età al parto aumenta con il livello di istruzione
L’età media del parto continua a salire ed è arrivata a 32,7 anni; il primo figlio nasce in media quando la madre ha 32 anni. Il livello di istruzione distingue sensibilmente i tempi della maternità: le donne con la licenza media partoriscono mediamente prima dei 30 anni, a 29,7, le diplomate a 32,5 e le laureate a 34,9.
Tra i fattori che contribuiscono al calo delle nascite, l’Istat indica anche «l’emergere di scelte di vita che possono prevedere percorsi alternativi alla genitorialità». Tra le donne della Generazione 1976, che hanno compiuto 50 anni e hanno in gran parte concluso la propria esperienza riproduttiva, il 23% non ha avuto figli.
I figli di coppie non sposate e le scelte sui cognomi
Il matrimonio perde attrattiva: il 62,4% dei bambini con una madre di meno di 24 anni nasce da coppie non sposate. La percentuale raggiunge il 78,7% tra le coppie italiane. Aumenta anche la quota di bambini nati da coppie miste, quasi 1 su 10, con una crescita del 4,2% rispetto al 2024.
I doppi cognomi sono in aumento e rappresentano il 7,3% del totale. Restano invece invariati i nomi più scelti: Leonardo per i maschi e Sofia per le femmine.
«I dati Istat ci consegnano un quadro che non possiamo limitarci a registrare. Servono politiche strutturali, continuative e capaci di accompagnare le famiglie nel tempo», ha commentato Adriano Bordignon, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari.
