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La maschera di Spider Man, la bandiera dell’Albania e One Piece: da Parigi a Milano, i simboli nelle proteste della Gen Z

Le mobilitazioni giovanili utilizzano un linguaggio proprio, che parte dalla condivisione social e arriva nelle piazze. "Mi hanno arrestato perché indossavo una maschera", ha raccontato un giovane ragazzo alla stampa locale francese

20 Ottobre 2026
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La maschera di Spider Man, la bandiera dell’Albania e One Piece: da Parigi a Milano, i simboli nelle proteste della Gen Z

Manifestante con la maschera di Spider Man | alanews

Giulia Camuffo di Giulia Camuffo

Classe 2003, Veneta trapiantata a Milano. Ho studiato Relazioni Internazionali e iniziato a scrivere documentando le manifestazioni sul territorio Lombardo. Collaboro con l’agenzia Alanews e con il magazine indipendente Scomodo.

Durante la protesta contro il carovita svoltasi a Milano il 17 ottobre 2026, nata spontaneamente dall’iniziativa di ragazzi che si sono organizzati attraverso TikTok e Telegram, i partecipanti – perlopiù minorenni – indossavano maschere di Spider-Man e sventolavano diverse bandiere, tra cui quella dell’Albania e quella del celebre manga e anime One Piece. Questi simboli hanno una portata globale: si trovavano anche nelle proteste studentesche ancora in corso Francia.

Spider-Man is the hero of the people 🕷️ https://t.co/Wru5XbnFwO

— No Context Tobey Maguire (@OocTobeyM) October 17, 2026

Spider-Man, la maschera della “generazione inascoltata”

Come raccontato dal Corriere della Sera, in un video circolato sui social alcuni giovani applaudono un manifestante che indossa il costume del supereroe, mentre in sottofondo si sente una canzone raï, genere musicale nato in Algeria. “Manwallah, il y a Spiderman!”, esclamano alcuni ragazzi, ovvero “Giuro su Dio, c’è Spider-Man!“. Non si tratta, però, di un episodio isolato. La maschera rossa e blu era già comparsa nelle proteste studentesche francesi iniziate alla fine di settembre, durante le quali gli studenti hanno denunciato il deterioramento delle strutture scolastiche e la carenza di personale. Lo scorso 5 ottobre, davanti al liceo Jean-Michel di Lons-le-Saunier, uno studente è stato fermato dalla polizia proprio per via della maschera.

“Mi hanno arrestato perchè indossavo la maschera di Spider-Man”

“Mi hanno arrestato perché indossavo una maschera di Spider-Man. Quando ho visto arrivare i poliziotti me la sono tolta, ma mi hanno fermato“, ha raccontato al quotidiano francese Le Progrès. Il ragazzo ha dichiarato di essere rimasto sette ore in commissariato, senza sapere che coprirsi il volto durante una manifestazione potesse comportare conseguenze. “Abbiamo valori da difendere, rivendicazioni. Siamo la parte della popolazione meno ascoltata“, ha aggiunto.

Anche a Torino, nelle mobilitazioni studentesche di ottobre, sono state documentate maschere di Spider-Man, utilizzate in alcuni casi da giovani coinvolti in azioni contro gli istituti scolastici. La scelta del supereroe non sembra essere casuale. Peter Parker, il protagonista dei fumetti Marvel, è un ragazzo comune che nasconde la propria identità per affrontare nemici spesso molto più potenti di lui.

È un personaggio nel quale può risultare facile identificarsi quando si percepisce di non avere potere davanti alle istituzioni. La loro funzione, oltre che simbolica, è anche pratica: nascondere il volto alle telecamere, agli obiettivi dei fotografi e alle forze dell’ordine, in un contesto di crescente controllo delle manifestazioni, anche alla luce delle misure introdotte dal decreto Sicurezza.

Dalle proteste contro Rama al carovita a Milano: il simbolo della bandiera dell’Albania

Durante gli scontri avvenuti sabato 17 ottobre a Milano, tra piazza Cordusio e piazza Duomo, alcuni giovani hanno sventolato anche la bandiera albanese, rossa con un’aquila nera a due teste. Secondo quanto riportato dall’ANSA, il gesto era un riferimento esplicito alle proteste contro il governo di Edi Rama, in corso a Tirana.

In Albania, infatti, migliaia di studenti sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del primo ministro, contestando la corruzione, le condizioni del sistema scolastico e la mancanza di prospettive lavorative. Le mobilitazioni hanno coinvolto anche altre città del Paese e sono sfociate in violenti scontri con la polizia.

Ad alimentare le proteste è stata anche la controversia relativa a un progetto turistico sulla costa albanese, collegato a una società di investimento di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. Il movimento di protesta, conosciuto come Flamingo, si è progressivamente allargato a rivendicazioni economiche e politiche più generali.

La presenza della bandiera albanese nelle piazze italiane introduce, però, un elemento diverso rispetto ai riferimenti alla cultura pop. Si tratta di un emblema nazionale utilizzato per esprimere solidarietà con una mobilitazione che sta avvenendo in un altro Paese. La bandiera rende visibile anche la dimensione transnazionale delle proteste della Gen Z: i giovani si riconoscono nelle rivendicazioni di altri ragazzi, anche al di fuori dei confini del Paese in cui vivono.

 

@liximus2 #onepiece #acab #protest #17octobre #france ♬ Onepiece – Overtaken – Main Theme – Geek Music

One Piece, perché la bandiera dei pirati è diventata simbolo di ribellione

Un teschio sorridente con un cappello di paglia: la bandiera dei pirati di One Piece era già uno dei simboli più riconoscibili delle proteste organizzate dalla Generazione Z in diversi Paesi del mondo. L’emblema, chiamato Jolly Roger, appartiene alla ciurma protagonista del manga giapponese creato da Eiichiro Oda nel 1997.
One Piece racconta le avventure di Monkey D. Luffy e dei suoi compagni, che attraversano i mari alla ricerca di un leggendario tesoro. Nel corso del viaggio, però, la ciurma si trova spesso a combattere contro governi autoritari, istituzioni corrotte e sistemi che opprimono le popolazioni locali. Per questo, la bandiera è stata progressivamente associata ai concetti di libertà, solidarietà e opposizione al potere e viene spesso utilizzata anche nelle manifestazioni delle associazioni palestinesi.

La bandiera è comparsa anche nelle proteste in Nepal, Marocco e in altri Paesi, fino alle mobilitazioni europee. Come osservato da Euronews, il teschio di One Piece è tornato anche nelle manifestazioni studentesche francesi, dopo essere già stato utilizzato nelle proteste dell’anno precedente.

Si tratta di un simbolo che permette di identificarsi in una narrazione condivisa da milioni di persone. Non è necessario appartenere alla stessa nazionalità o avere le medesime rivendicazioni per riconoscersi in una delle storie più celebri al mondo.

Dalla piazza ai social, come cambia il linguaggio della protesta della Gen Z

Come documentato da Le Parisien, durante le manifestazioni studentesche francesi sono comparsi anche Batman, Darth Vader, Super Mario e le Tartarughe Ninja, diventati protagonisti di video virali.
Il confine tra ironia e rivendicazione politica può quindi diventare meno definito. Un costume può essere utilizzato per attirare l’attenzione, nascondere la propria identità o esprimere una posizione politica. Queste motivazioni possono coesistere, ma non sono necessariamente condivise da tutti.
Ridurre il fenomeno a una moda dei social rischierebbe, però, di lasciare in secondo piano le ragioni per cui la Gen Z sta manifestando: dalle condizioni dell’istruzione alla disoccupazione, fino alla sfiducia nelle istituzioni e all’aumento del costo della vita.

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